L’INTERVENTO | «Mare sporco: indifferenza e incuria da far paura»

Il segretario generale della Cisal Franco Cavallaro punta l’indice contro la mala gestio dei sistemi depurativi e accusa la Regione: «Mai una risposta ai Comuni che, dal canto loro, si dimostrano incapaci»

Il segretario generale della Cisal Franco Cavallaro punta l’indice contro la mala gestio dei sistemi depurativi e accusa la Regione: «Mai una risposta ai Comuni che, dal canto loro, si dimostrano incapaci»

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Come si presentava il mare a Nicotera nei giorni scorsi
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Ferie rovinate o quantomeno compromesse per i tanti vacanzieri e locali che stanno vivendo la seconda decade del mese di luglio lungo la costa vibonese. Il mare, come oggi anno, ha iniziato a “distribuire”, senza pietà, gli effetti della sua cattiva gestione e per chi ha messo da parte risparmi per godersi il relax estivo è arrivato il momento di fare i conti con chi si dimostra ancora incapace di prevenire o fronteggiare l’avvilente fenomeno dell’inquinamento marino che puntualmente si sbizzarrisce sul litorale vibonese.

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Quest’anno il fenomeno, in realtà e stando a quanto accade in questi ultimi giorni, sembra più aggressivo e non sembra voler perdonare, anzi minaccia che il peggio deve ancora arrivare.

Un esempio? Se Nicotera piange, Vibo Marina e Bivona non ridono. Ma è quasi tutta la costa a dover subire rilevanti danni non solamente sul piano ambientale se è vero che gli effetti devastanti di queste ultime ore hanno già messo in ginocchio l’economia del territorio dove viene sviluppata l’iniziativa turistica messa in piedi dagli operatori del settore. Nonostante il fermento sui commenti distribuiti sui social, sembra non fare più notizia la descrizione delle più svariate colorazioni assunte dal nostro mare.

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Fa notizia la denuncia che i turisti che affollano le spiagge hanno alzato, legittimamente, il livello della protesta, così come continua a far paura alle mamme portare al mare i propri bambini piccoli di fronte all’impazzare della polemica che in ogni caso è orientata ad indicare impraticabile la balneazione.
Le cause? Da anni continuiamo a porci il solito quesito ma forse siamo ormai convinti che non c’è proprio nulla da fare. L’inquinamento organico da acque da fogna, evidentemente mal depurate, i fanghi residui dei depuratori, gli scarichi di plastica, sono, tra gli altri, alcuni dei motivi che provocano il disastro ambientale e marino, causato da tutto ciò che proviene maldestramente dal territorio con la complicità di comuni decisamente assenti sul piano del comportamento pre-cautelativo.

La Regione Calabria non ha mai dato alcuna risposta a tutti quei comuni, non solo costieri ma anche collinari e montani, che in ogni caso insistono sul sistema che avvelena il mare. Una incuria da far paura. Eppure un progetto di difesa, attraverso la realizzazione di appositi depuratori, avrebbe forse avviato una fase nuova e di più stabile sicurezza ambientale.

I danni, ad ogni livello, sono sempre più rilevanti. Il risultato è che qualche turista si è rassegnato. Ha rifatto anzitempo le valigie. Il mare vibonese per lui rimarrà forse un triste ricordo e nient’altro. Oppure c’è da sperare che la scommessa per una vacanza doc lungo la Costa degli Dei sia soltanto rinviata. Si è sempre sostenuto che diventa fin troppo facile prendersela con i sindaci dei comuni ma forse è anche facile contestargli che mai, e non solo per motivi economici, è stato assunto alcun tipo di prevenzione.

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L’inquinamento marino e ambientale. Ogni stagione, vengono considerati i veri ed acerrimi nemici dello sviluppo dell’accoglienza ma forse sarà bene ammettere che la principale responsabilità consiste nel non aver mai sposato un piano di difesa della salute anche per il mare.

Non basta reagire all’odierno disastro scrollandosi le spalle e ammettendo la propria impotenza di fronte all’imperversare del fenomeno. Oggi il Prefetto di Vibo Valentia, dottor Carmelo Casabona, farebbe bene a richiamare le responsabilità di enti e amministratori locali che con la loro dimostrazione di incapacità di gestire gli effetti devastanti del fenomeno pensano di farla franca.

Alla Calabria, alla provincia di Vibo Valentia, continuando su questa falsariga, verrà preclusa ogni possibilità di contare su un rilancio dell’economia e dell’occupazione. In fondo alla Regione Calabria poco importa se il territorio di Vibo Valentia ha la possibilità di difendere le sue chanches turistiche ed il suo più complessivo avvenire. Quando tutto manca fa presto ad addossare, con tatto, ogni tipo di responsabilità alla classe politica.

*Segretario generale Cisal