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Torrente Sant’Anna (ancora) libero d’inquinare Bivona, il Comune ammette ma assicura: «Risolveremo presto»

L’assessore ai Lavori pubblici Carmen Corrado spiega che a creare l’intoppo burocratico che ha impedito di deviare il corso d’acqua verso il depuratore è il passaggio delle competenze da Corap (in liquidazione) ad Arrical. Giovedì riunione in Regione

Torrente Sant’Anna (ancora) libero d’inquinare Bivona, il Comune ammette ma assicura: «Risolveremo presto»
La foce del torrente Sant'Anna

Tranquilli, lo sappiamo, stiamo rimediando. Suona così, in estrema sintesi, la nota con cui il Comune di Vibo Valentia interviene sulla mancata captazione del torrente Sant’Anna, come raccontato oggi da Il Vibonese. Ogni anno, in vista della stagione estiva il corso d’acqua viene deviato verso il depuratore di Porto Salvo, affinché non possa sversare in mare liquami inquinanti. Un intervento importante per salvaguardare la balneabilità di quel tratto di costa, che però stavolta si è inceppato.

Questa sera, con una nota, l’assessore ai Lavori pubblici Carmen Corrado, «rende noto che l’ente si è attivato da oltre un mese per procedere, come ogni anno, al collettamento del fosso Sant’Anna, che sfocia nelle acque di Bivona, con l’impianto depurativo di Porto Salvo», ma la fine del Corap – gestore dell’impianto ma attualmente in liquidazione per fare spazio all’Arrical, la nuova Autorità rifiuti e risorse idriche della Calabria – avrebbe messo sabbia negli ingranaggi burocratici e il torrente Sant’Anna continua a scorrere libero verso il mare. All’esito della riunione del tavolo tecnico, il 24 aprile scorso – si legge ancora – il Comune di Vibo Valentia ha formalizzato la richiesta, indirizzata al Corap, allo stato in liquidazione, per procedere con l’intervento. La risposta del Corap, fino a poco tempo fa gestore degli impianti, è giunta al protocollo dell’ente in data 17 maggio. Nella stessa, il commissario liquidatore ha spiegato che l’ente non è più il titolare gestore degli impianti, essendo entrato in funzione il nuovo ente d’ambito previsto dalla legge, ovvero Arrical. Ragion per cui non è possibile stipulare una nuova convenzione tra Comune e Corap».

Ricapitolando, il Comune avrebbe fatto la sua parte ma, al momento di formalizzare l’intervento di captazione, il Corap ha risposto di rivolgersi ad Arrical, perché non più competente per la gestione del depuratore.
«L’amministrazione comunale – spiega l’assessore Corrado -, dopo precedenti incontri in Regione, si è prontamente attivata chiedendo un tavolo in Prefettura – che il Comune ringrazia per la disponibilità manifestata – per avviare un confronto nel corso del quale valutare lo stato dei fatti e procedere con le soluzioni più rapide ed efficaci possibili. Nelle more, è stata avviata una interlocuzione con i nuovi enti coinvolti, grazie alla quale si potrebbe giungere presto alla più rapida soluzione. Di comune accordo con i soggetti coinvolti, ovvero Arrical e Sorical, è stato fissato l’incontro in Regione per giovedì 23 maggio. Nel corso della riunione verrà dunque affrontata la questione con i nuovi soggetti titolari degli impianti per procedere con gli adempimenti del caso ed assicurare il medesimo risultato, ovvero il collettamento del fosso Sant’Anna all’impianto di Porto Salvo». Insomma, siamo ancora ai tavoli tecnici. Ma la data del 23 maggio è dietro l’angolo, l’estate poco più in là. L’auspicio è che il Comune riesca a risolvere la questione senza ulteriori ritardi, rendendo chiara l’urgenza alla Regione. Perché il mare di Bivona è una risorsa dei vibonesi che non può essere messa a rischio per un intoppo burocratico che, per ora, impedisce di chiudere un “rubinetto” e aprirne un altro più sicuro.

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