Bando rifiuti a Vibo, quei passaggi “poco chiari” sulla clausola sociale – Video

Il Comune pubblica lo schema per l’affidamento del servizio per i prossimi tre anni per 12 milioni di euro. Ma sulla questione occupazionale passaggi da rivedere
Il Comune pubblica lo schema per l’affidamento del servizio per i prossimi tre anni per 12 milioni di euro. Ma sulla questione occupazionale passaggi da rivedere
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Il Comune di Vibo Valentia ha pubblicato lo schema di bando per l’affidamento del servizio rifiuti per i prossimi tre anni per un ammontare complessivo di circa 12 milioni di euro. Si tratta di uno degli atti amministrativi e politici più importanti, che si pone come obiettivo il miglioramento di uno dei settori da sempre nell’occhio del ciclone. L’aspetto nevralgico è caratterizzato dallo spacchettamento di due servizi fino ad oggi svolti dalla medesima azienda: da una parte la raccolta differenziata e lo spazzamento, dall’altra la manutenzione del verde pubblico, come aiuole, parchi, potature, con annessi e connessi, e che sarà quindi oggetto di un successivo appalto.

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Ma c’è un punto, in particolare, che appare poco chiaro. È quello riguardante la clausola sociale. Nello schema in questione, infatti, si legge che «dovrà essere attuato, se richiesto dalla ditta che cessa il servizio, il passaggio diretto e immediato del personale dall’impresa cessante all’impresa subentrante». In altre parole, sarebbe la Dusty a dover chiedere alla ditta che si aggiudicherà l’appalto di assorbire l’intera forza lavoro. Un aspetto quantomeno controverso, specie se si considera il passaggio successivo, in cui si evidenzia che «la mancata accettazione della clausola sociale costituisce manifestazione della volontà di proporre un’offerta condizionata, come tale inammissibile, per la quale si impone l’esclusione dalla gara». Ovvero: chi intende aggiudicarsi l’appalto o accetta la clausola sociale per come impostata nel bando oppure è automaticamente fuori.  Per l’assessore Vincenzo Bruni si tratta di una logica applicazione del contratto, ma dato che già per scarsa chiarezza degli atti, in passato e su altre materie, l’ente è incappato in ricorsi e controricorsi, sarebbe bene porre rimedio.