Scempio ambientale a Coccorino, sequestrato il lungomare e denunciati i responsabili

Dopo le nostre denunce, perquisite e messe sotto sequestro tutte le aree interessate dai lavori nonchè i mezzi d’opera utilizzati
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La Guardia costiera di Vibo Valentia, con il coordinamento del procuratore della Repubblica Camillo Falvo e del pm Eugenia Belmonte, ha eseguito una rilevante attività di indagine al fine di verificare la regolarità di alcuni lavori nella frazione Coccorino del Comune di Joppolo, le cui anomalie erano state, nei giorni scorsi, già ampiamente documentati dalle testate del nostro network.

L’attività, condotta dalla Guardia Costiera, ha portato ad individuare, e porre sotto sequestro penale, una porzione di lungomare dove era stato realizzato un pennello ortogonale alla costa in totale spregio delle pertinenti norme vigenti in un’area, tra l’altro, sottoposta al vincolo paesaggistico-ambientale, utilizzando dei massi da riporto provenienti da uno scavo di terreno privato; provvedimento quest’ultimo che non era stato convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia. [Continua]

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L’ulteriore attività d’indagine, coordinata dal pm Eugenia Belmonte, ha permesso di accertare che l’opera realizzata era carente di qualsivoglia autorizzazione demaniale e paesaggistico ambientale con conseguente provvedimento di perquisizione e sequestro delle aree interessate dai lavori e relativi mezzi d’opera utilizzati.

Gli esecutori materiali, pertanto, sono stati denunciati penalmente alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, per i reati di cui all’art. 1161 del codice della navigazione, per violazione dell’artt. 635 e 734 del codice penale per deturpamento e danneggiamento di bellezze naturali e per violazione del decreto legislativo n. 42/2004 in materia di tutela dei beni paesaggistici. Due gli indagati: Paolo Ripepi, 55 anni, di Ricadi (già condannato in via definitiva per associazione mafiosa quale componente del clan Mancuso) e Mercurio Vecchio, di Coccorino, titolare del terreno privato.

L’intervento, coordinato dalla autorità giudiziaria, ha consentito l’accertamento dell’ennesimo reato commesso ai danni dell’ambiente costiero, in un’area di altissimo pregio paesaggistico ed altamente frequentata nel corso della stagione balneare.

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