Disastro a Coccorino e al Comune di Joppolo, l’affondo della minoranza

Chiesto l’intervento del prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, per «ripristinare la legalità» su un territorio da anni al centro di diversi scandali. Sotto accusa l’amministrazione comunale
Chiesto l’intervento del prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, per «ripristinare la legalità» su un territorio da anni al centro di diversi scandali. Sotto accusa l’amministrazione comunale
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L’escavatore che ha distrutto il lungomare a Coccorino

Prendono posizione anche sullo scempio ambientale consumato sul lungomare di Coccorino, i consiglieri di minoranza del Comune di Joppolo, Giuseppe Dato, Stefano Siclari e Salvatore Burzì. Lo fanno attraverso una missiva indirizzata al sindaco Carmelo Mazza, al responsabile dell’Area finanziaria, al responsabile dell’Area amministrativa e per conoscenza anche al prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito. I consiglieri denunciano “per l’ennesima volta l’impedimento e l’ostruzionismo da parte della maggioranza consiliare che di fatto – sottolineano – impedisce lo svolgimento dell’esercizio del proprio mandato. Infatti, nonostante i diversi solleciti, sono rimaste inevase, dopo anni, le nostre richieste di documenti inerenti il protocollo, gli elenchi di ruolo del servizio idrico e della Tari, la copia degli atti amministrativi (completi di eventuali atti transattivi) relativi ai rendiconti delle somme pagate in estinzione di debiti certi, liquidi ed esigibili maturati al 31 dicembre 2014, in ordine cronologico e completo dei mandati di pagamento con annessa la relativa imputazione al bilancio, per i quali era stata ottenuta un’anticipazione di liquidità di 1.559.712,15 euro dalla Cassa Depositi e Prestiti. Quindi l’elenco dei debiti accertati e per ultimo l’accesso con rilascio copia di tutti gli atti riguardanti finanziamenti di lavori pubblici” . [Continua dopo la pubblicità]

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Per i tre consiglieri comunali di minoranza è di palmare evidenza che la maggioranza impedisce alla minoranza di esercitare, com’è suo diritto, l’attività di controllo che le è propria, confermando il forte dubbio che si vuole amministrare senza leggi e senza regole. Gli abusivismi degli ultimi giorni, che hanno messo alla gogna il lungomare di Coccorino, abbandonato a se stesso come l’intero territorio comunale” mette in luce la delibera della “giunta comunale numero 44 del 5 maggio scorso, con lavori di rifacimento del manto stradale che riportano importi di spesa, a nostro avviso, gonfiati e sproporzionati”.

I consiglieri Dato, Siclari e Burzì ritengono quindi che “l’amministrazione comunale, la sta ancora cercando “l’ignoto” dello scempio a Coccorino, sia la vera responsabile di quanto accaduto perché quando non si dispone del controllo del territorio, passivamente si incoraggiano gli abusi”. Per i tre consiglieri è infatti “errata e dannosa la decisione di trasformare l’unico agente della polizia municipale in un semplice notificatore. Così come vengono distolti dalle loro funzioni i volontari dell’associazione Aeza, impiegati invece in compiti di autista, fotocopie, consegna buoni, ecc., con presenze continue e giornaliere negli uffici del Municipio”.

L’appello finale è rivolto al prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, affinchè “accertata la grave inosservanza degli obblighi, si attivi per ripristinare la legalità, la trasparenza e l’osservanza delle normative vigenti”.

Il prefetto Francesco Zito
Il prefetto di Vibo Francesco Zito

Sin qui i consiglieri di minoranza di Joppolo. Per parte nostra non possiamo non evidenziare le molteplici scoperte fatte sin 2017 – attraverso apposite inchieste giornalistiche – sul Comune di Joppolo. Da consiglieri comunali che chiedevano su facebook di osservare un minuto di silenzio in occasione della morte del boss di Cosa Nostra, Totò Riina, a consiglieri comunali che condividevano (sempre sui social) canzoni inneggianti a latitanti di ‘ndrangheta. Dai congiunti di consiglieri ed assessori comunali arrestati per la detenzione illegale di armi, sino alla vicinanza di due consiglieri comunali ad un soggetto di Caroniti di Joppolo arrestato in Lombardia con l’accusa di essere a capo di un vasto traffico di stupefacenti. E poi l’isola ecologica a Caroniti di Joppolo trasformata in discarica incontrollata con conseguente disastro ambientale (senza che nessuno dal Comune si sia mai accorto di nulla), la “bomba ecologica” scoperta a Coccorinello nell’agosto del 2018 – grazie ad una nostra inchiesta giornalistica – con gli scarichi fognari direttamente nel torrente Mandricelle.

Il generale Giuseppe Vadalà

Dulcis in fundo, uno dei più grandi scandali del Vibonese: il dirottamento al Comune di Joppolo (per poi ritornare al Comune di Nicotera dopo una nostra inchiesta) della somma di oltre un milione di euro per bonificare una mini-discarica in località Calafatoni anziché la vera “bomba” ecologica ricadente a Preitoni di Nicotera in località Colantoni. Anche tale vicenda è stata scoperchiata da Il Vibonese.it e, dopo l’intervento del commissario del Governo per la bonifica dei siti pericolosi –  generale di Brigata dell’Arma dei carabinieri Giuseppe Vadalà – ed il caso portato al Senato ed al Ministero dell’Ambiente, si aspettano ancora i conseguenti risvolti giudiziari su una delle più colossali truffe ai danni dell’Unione Europea (LEGGI QUI: Bombe ecologiche nel Vibonese, fra ritardi nelle bonifiche e idee confuse).

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