mercoledì,Settembre 22 2021

Caos Rifiuti, Vibo alle porte di una nuova estate da incubo

La raccolta procede a singhiozzo e i conferimenti sono sempre più contingentati, mentre dal centro alle periferie spuntano discariche in ogni dove: un battesimo del fuoco per la nuova ditta

Caos Rifiuti, Vibo alle porte di una nuova estate da incubo
Rifiuti per strada a Vibo

Porte chiuse in discarica. Rifiuti che si accumulano a tonnellate lungo le strade. Situazione al collasso. E se nei piccoli centri il tutto appare ancora sotto controllo, è nella città capoluogo, nella sua periferia e nelle frazioni, che l’emergenza appare in tutta la sua drammaticità. L’ennesimo stallo nel ciclo regionale dello smaltimento fa ripiombare Vibo Valentia in un film dell’orrore già visto, proprio alle porte dell’estate. E il rischio che anche qui si verifichino le scene che si susseguono in queste ore a Reggio Calabria, dove distese di rifiuti vengono date alle fiamme con tutti i rischi connessi per la salute, è più concreto che mai.

Se da un lato tardano a farsi sentire gli effetti dell’ultima ordinanza regionale che disponeva il ricorso a tutte le discariche disponibili sul territorio calabrese, dall’altro, il Vibonese, paga a caro prezzo lo stop ai conferimenti nell’impianto di San Pietro Lametino e il dirottamento della spazzatura verso Catanzaro Alli dove, tuttavia, i comuni della provincia scaricano con il contagocce. La conseguenza è che, specie per la città capoluogo fautrice dei volumi maggiori, la raccolta procede a singhiozzo e la spazzatura si va accumulando indiscriminatamente davanti alle abitazioni o in punti di raccolta improvvisati che nel giro di poche ore divengono delle piccole discariche a cielo aperto. Per non parlare dell’arbitrario abbandono di sacchetti ai margini delle strade o nelle sterpaglie. Un vecchio vizio vibonese che l’emergenza non fa che acuire. [Continua]

Una bella gatta da pelare anche per la nuova ditta, la Eco.car di Pomezia, che da domani subentrerà nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti al posto della Dusty giunta al termine dell’appalto. Non certo la migliore congiuntura possibile per l’ingresso in città del nuovo gestore che si troverà di fronte a un vero e proprio battesimo del fuoco, tra la crisi che investe tutto il territorio regionale e gli atavici problemi che il delicato settore vive a Vibo e dintorni. Non aiuta lo stallo dell’assemblea dei sindaci dell’Ambito territoriale, organismo che si arrovella da tempo su una soluzione di lungo periodo – quella dell’Eco distretto – ma che nell’immediato si dimostra incapace di determinarsi (al di là dei toni sdegnati e delle dichiarazioni di principio) rispetto ad una situazione di emergenza che richiede una risposta “qui e ora”. Rivelando un peso politico pressoché inconsistente sul piano regionale. Mentre la città rischia di affogare ancora una volta nella sua spazzatura.   

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