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Respinta al mittente l’obiezione sollevata dai consiglieri di minoranza Riga e Lopreiato sui vincoli di natura ambientale e idrogeologica. «Si tratta di criteri tutori - afferma -. La loro è tecnica da lupi»

Il Comune di Sant'Onofrio
Ambiente

«Apparentemente ogni componente politica è per fatti suoi, ma poi agiscono in modo coordinato e complice. La tecnica dei lupi. L’amministrazione comunale di Sant’Onofrio non sarà preda dei lupi. Il gioco politico dei consiglieri di opposizione è svelato, e la cattiveria che hanno scatenato si ritorcerà contro».

È a dir poco determinata la reazione del sindaco santonofrese Onofrio Maragò rispetto all’atteggiamento che l’opposizione consiliare ha messo in atto rispetto alla proposto avanzata dallo stesso primo cittadino di localizzare nel territorio comunale l’Eco-distretto provinciale dei rifiuti. Prospettiva fortemente osteggiata dai consiglieri di minoranza che, oltre a dare vita ad un comitato “No discarica”, hanno sollevato diverse “eccezioni”: da un presunto conflitto d’interessi di Maragò (consulente della Regione in materia di rifiuti) alla mancata bonifica del sito (località Palombara) già sede di una vecchia discarica comunale. In ultimo, poi, la questione dei vincoli di natura ambientale e soprattutto idrogeologica che ricadono sull’area.

Argomento, quest’ultimo, rispetto al quale al sindaco preme fornire delle precisazioni, individuando quale obiettivo della sua replica, in particolare, due consiglieri di opposizione che «si sono assunti un compito “privilegiato” rispetto agli altri, non solo per aver inteso oltrepassare il confine del confronto politico spingendosi a presentare degli esposti, ma soprattutto per essersi innalzati a strumento di offesa di fini strateghi e di esperti professionisti».

Il riferimento, implicito, è ai consiglieri del gruppo “Per Sant’Onofrio”, Paolo Riga e Pietro Francesco Lopreiato, i quali, a parere di Maragò «vengono indotti nell’errore. Quando non si ha padronanza di un argomento, ancor più se di tipo tecnico - argomenta il sindaco -, bisognerebbe prima di tutto avere rispetto per le professionalità altrui. Senza questa sensibilità si incorre in brutte figure. Essere ignoranti (nel senso di ignorare un argomento) non è una colpa, lo diventa se però si vuol passare per sapienti».

Da questo punto di vista Maragò si dice sereno. «L’amministrazione comunale - afferma - ha presentato una specifica relazione tecnica sui criteri di localizzazione previsti dal Piano regionale dalla quale emerge chiaramente l’idoneità del sito» riportando che «l’area interessata alla localizzazione dell’Eco-distretto è sottoposta a Vincolo per scopi idrogeologici (Rd 30 dicembre 1923 n. 3267) - ma che - tale vincolo non è inibitorio, bensì trattasi di vincolo tutorio per cui gli interventi in tale area sono possibili ma devono essere preventivamente autorizzati dagli organi competenti».

Quindi l’affondo: «Dicano se corrisponde a vero che in passato hanno sostenuto la realizzazione di una discarica di rifiuti sempre nella stessa località. Cosa ci possiamo aspettare nei prossimi giorni da parte di chi avversa la possibilità di localizzare l’Eco-distretto a Sant’Onofrio? Sicuramente altri articoli sui giornali, forse altre denunce, o l’annunciazione di vincoli inesistenti, o la scoperta di incartamenti non pertinenti, o finanche la creazione di impedimenti di varia natura. Tutto ciò - aggiunge - manifesta ancora una volta la debolezza di chi non ha argomenti validi».

Maragò, infine, si dice «certo che la proposta avanzata all’Ato sia valida e contribuisca ad una gestione ottimale dei rifiuti, senza arrecare danni all’ambiente e pregiudicare la salute dei cittadini».

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