Eco-distretto, “Per Sant’Onofrio” replica al sindaco: «Dica la verità»

I consiglieri d’opposizione Riga e Lopreiato insistono sull’inidoneità del sito: «È sottoposto a vincoli». E attaccano ancora Maragò: «Ormai è un uomo al tappeto»

I consiglieri d’opposizione Riga e Lopreiato insistono sull’inidoneità del sito: «È sottoposto a vincoli». E attaccano ancora Maragò: «Ormai è un uomo al tappeto»

Un impianto di trattamento dei rifiuti
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«Ci dispiace infierire contro un uomo al tappeto. Forse un giorno ci ringrazierà perché le abbiamo evitato di commettere un grave errore. Converrebbe, inoltre, usare di meno la parola “ignoranti”, si potrebbe ritorcere sulla propria persona».

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Arriva puntuale la replica dei consiglieri comunali di minoranza di Sant’Onofrio, Paolo Riga e Pietro Lopreiato, dopo la sortita del sindaco Onofrio Maragò che a sua volta aveva contestato la loro presa di posizione rispetto all’inidoneità del sito di località “Palombara” destinato – secondo la proposta del primo cittadino all’Ato provinciale dei rifiuti – ad ospitare l’Eco-distretto vibonese (piattaforma di trattamento + discarica di servizio).

Sul punto, i consiglieri del gruppo “Per Sant’Onofrio” insistono: «basterebbe leggere con attenzione quanto scritto nel “Piano regionale gestione rifiuti della Regione Calabria” che, al punto 19.1, fissa i criteri di localizzazione dei nuovi impianti in questi termini: esclusione della realizzazione di nuovi impianti in aree Pai ad effettivo rischio idraulico, idrogeologico e nelle aree coperte da boschi di protezione individuati dal Corpo Forestale dello Stato».

Per Riga e Lopreiato, dunque, «l’area scelta dal sindaco ricade nelle aree coperte da boschi di protezione individuati dal Corpo Forestale. Ciò lo conferma anche il fatto che l’area in questione, durante la redazione del documento preliminare del Piano strutturale comunale regolarmente adottato, viene sottoposta a vincolo idrogeologico ai sensi del Regio Decreto-Legge del 30 dicembre 1923, n. 3267, che all’art. 1, individua i terreni boschivi sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici».

Quindi, aggiungono rivolgendosi al sindaco, «il problema non è il vincolo idrogeologico del Psc in sé, che va a confermare la presenza di boschi, ma che la zona da lei scelta, ricade in aree coperte da boschi individuate dal Corpo Forestale dello Stato. E come tale, sull’area da lei scelta è esclusa la realizzazione dei nuovi impianti».

Per i consiglieri del gruppo “Per Sant’Onofrio”, il sindaco ha «il dovere d’informare i suoi concittadini, principalmente, e poi gli altri 49 amministratori della Provincia sui fatti». Quindi le domande: «è vero che Piano regionale fra gli obiettivi da raggiungere per la realizzazione dell’Eco-distretto c’è, al primo punto, quello dell’accettazione da parte dei cittadini del posto? È vero che Piano regionale rifiuti esclude (vincolo assoluto) la realizzazione degli impianti in aree Pai ad effettivo rischio idraulico, idrogeologico e nelle aree coperte da boschi di protezione individuati dal Corpo Forestale dello Stato? È vero che l’area di intervento dell’impianto nel suo insieme ricade in aree coperte da boschi individuati da Corpo Forestale dello Stato? E’ vero che la Tavola n. 4, allegata al Documento preliminare del Psc del nostro comune regolarmente adottato, prevede che in quelle aree esiste il vincolo idrogeologico? È vero che il Regio decreto legge 3267/23 sottopone tali terreni a vincolo per scopi idrogeologici di qualsiasi natura e destinazione che possono con danno pubblico subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque? È vero che la realizzazione dell’impianto non rispetterebbe, tra l’altro, quanto stabilito dalle “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale” (Pmpf) della Regione Calabria relativamente alle alte quantità di terra movimentata? È vero che le Pmpf, di cui sopra, al fine di evitare l’innesco di fenomeni erosivi e di prevenire danni alla vegetazione, vietano a chiunque il transito con veicoli a motore nelle aree forestali al di fuori della sede viaria permanente e nel caso in esame quella provinciale? Ad ogni buon fine – concludono i due – abbiamo trasmesso la documentazione al Presidente dell’Ato per una serena ed obiettiva valutazione nella prossima seduta della conferenza dei sindaci». 

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