giovedì,Luglio 29 2021

Baia di Riaci a Ricadi: a tempo record ritornano gli ombrelloni abusivi

Dopo il sequestro della Guardia costiera, spiaggia nuovamente occupata da attrezzature balneari che impediscono la libera fruizione dell’arenile. Non migliore la situazione a Grotticelle e in altre località dove anche il distanziamento anti-Covid è un optional

Baia di Riaci a Ricadi: a tempo record ritornano gli ombrelloni abusivi

E’ di pochi giorni fa la meritevole operazione della Guardia Costiera e della Capitaneria di Porto di Vibo Marina che, fra il plauso di tanti cittadini stanchi di vedere da anni l’occupazione selvaggia delle spiagge, ha portato a fare un po’ di “pulizia” sull’arenile della Baia di Riaci, nel territorio comunale di Ricadi ed a due passi da Tropea. Un’operazione che, con il coordinamento della Procura di Vibo Valentia diretta da Camillo Falvo, ha accertato numerose occupazioni abusive di spiaggia in eccedenza rispetto a quella autorizzata o in totale assenza di concessione. Liberato finalmente l’arenile dagli abusivi (quattro di loro sono stati denunciati alla Procura di Vibo) e restituita una delle spiagge più belle della costa vibonese a residenti e turisti, con il ripristino di un minimo di legalità, si è ritornati in tempi record all’anarchia. Le foto che pubblichiamo si riferiscono alla situazione della Baia di Riaci per come si presentava ieri pomeriggio. Ma non migliore è la situazione anche stamane già dalle prime ore della giornata. [Continua]

La spiaggia ancora occupata dagli ombrelloni abusivi

A poche ore dal blitz della Guardia Costiera – ci racconta un turista che da anni frequenta tale spiaggia – gli ombrelloni e le sdraio, questa volta di un colore diverso rispetto a quelli sequestrati, sono stati tutti ripiantati negli stessi spazi che gli uomini della Capitaneria di Porto avevano liberato. E’ una vergogna perché si impedisce a centinaia di bagnanti di poter usufruire della libera spiaggia oppure di dover mettere mano al portafoglio per passare qualche ora al mare sotto ombrelloni abusivi dopo aver già profumatamente pagato il parcheggio sulle sole strisce blu con tariffe esorbitanti, ben due euro all’ora per un parcheggio, in quasi totale assenza di strisce bianche. Anche questa un’altra vergogna realizzata dal Comune di Ricadi”.

La gravità della situazione degli ombrelloni abusivi nella Baia di Riaci – a cui si aggiungono gli ombrelloni lasciati perennemente piantati in spiaggia anche di notte da alcuni incivili di turno per assicurarsi un posto in spiaggia – è tale da minare a questo punto la stessa credibilità delle istituzioni preposte al controllo del territorio. Tutto avviene da anni alla luce del Sole – ci racconta un’altra signora del luogo – con gli ombrelloni che vengono sequestrati e tolti dalla Guardia Costiera e ripiantati il giorno successivo per resistere sino a settembreinoltrato fra la rabbia dei cittadini rispettosi della legge”. Una situazione “indecorosa”, insomma, alla quale si può e si deve porre un argine per ripristinare la legalità in uno dei tratti di costa più suggestivi del Vibonese.

La spiaggia di Grotticelle e la selva di ombrelloni

Baia di Riaci, del resto, non è l’unica spiaggia – per restare al solo comune di Ricadi – in cui regna l’anarchia. A Grotticelle, ad esempio (ma anche a Santa Maria di Ricadi ed in molti tratti di località Tono, sempre a Capo Vaticano), la spiaggia libera è stata da anni ridotta al lumicino fra il silenzio della politica locale e con il consenso di alcuni operatori turistici locali.

Ombrelloni sulla spiaggia del Tono

Una situazione aggravata quest’anno dal mancato rispetto delle misure di sicurezza per evitare il rischio di contagi da Covid-19 e che la dice lunga su chi abbia il reale  “controllo” del territorio in diversi tratti di costa del Vibonese. Perché a questo punto, al di là dei problemi sanitari a causa del mancato distanziamento fra un ombrellone ed un altro, il problema principale è quello della credibilità dello Stato e delle istituzioni nel far rispettare le leggi ed impedire che – alla luce del Solecomandi in alcune spiagge chi della legge dimostra di fregarsene altamente.

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