I grandi cetacei tornano nelle acque vibonesi, balenottera filmata al largo di Zambrone (VIDEO)

L’insolito incontro documentato in un video girato da un giovane appassionato di mare. L’esemplare lungo una decina di metri. L'ultimo avvistamento risalirebbe al 2007 di fronte alle coste di Pizzo

L’insolito incontro documentato in un video girato da un giovane appassionato di mare. L’esemplare lungo una decina di metri. L'ultimo avvistamento risalirebbe al 2007 di fronte alle coste di Pizzo

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Una balenottera comune affiora in superficie
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Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, un giovane zambronese, appassionato di mare, è uscito con la sua barca per trascorrere qualche ora di puro relax. Certo non avrebbe mai immaginato di vivere un’esperienza così insolita e spettacolare.

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A circa 2 miglia da Capo Cozzo, un’estensione rocciosa del promontorio zambronese, Francesco Landro si è imbattuto in un cetaceo. Lo stupore per la vista di un animale così grande e difficile da ammirare da una certa vicinanza, non gli hanno impedito di mantenere il sangue freddo e realizzare un video. Potrebbe trattarsi di una balenottera comune (nome scientifico Balaenoptera physalus) ed era lunga all’incirca una decina di metri.

La Balenottera comune è la sola specie di Misticeto frequente nel Mediterraneo. Per dimensioni (fino a 22 m) e peso (massimo 70 tonnellate), è il secondo animale del Pianeta per grandezza, subito dopo la Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus). Con una figura fine e slanciata, la balenottera comune può vivere fino a 80 anni. I pericoli per la specie sono essenzialmente il traffico marittimo, poiché questa specie sembra incapace di localizzare e di evitare le collisioni con le grandi imbarcazioni.

Il Wwf raccomanda in diversi comunicati stampa relativi a simili avvistamenti, che “è bene evitare assolutamente di avvicinarsi; altra buona norma é quella di tenere al minimo i motori o di spegnerli del tutto. Il cetaceo, ha un’indole assolutamente pacifica, ma potrebbe essere disturbata dai rumori e un eccesso di curiosità da parte dell’uomo potrebbe portare a conseguenze irreparabili. La balenottera comune – conclude il Wwf – è un animale pelagico, ma non sono rari gli avvistamenti sotto costa, soprattutto alla fine dell’estate. Per alimentarsi va in cerca di crostacei planctonici del gruppo degli Eufasiacei, ma non disdegna piccoli cefalopodi e pesci”.

L’ultimo avvistamento di un cetaceo di uguale grandezza documentato nel Vibonese risale al 3 ottobre 2007, di fronte alle coste di Pizzo. La vista di animali così rari e grandi, ci fa ancora sperare in un buon futuro per il nostro mare. Il pianeta terra non chiede altro che rispetto; ciò che serve all’uomo per continuare a viverci e a godere dei suoi frutti e delle sue meraviglie.

Per Giuseppe Paolillo, responsabile del Settore conservazione del Wwf di Vibo Valentia e già corrispondente di zona per la Calabria del Centro Studi Cetacei, non già di una balenottera comune si tratterebbe ma di un capodoglio (Physeter catodon). «Nel video – scrive Paolillo al vibonese.it – si notano infatti sia il caratteristico soffio di vapore acqueo obliquo rivolto in avanti (a causa dello sfiatatoio spostato a sinistra) che la tipica “gobba” sul dorso, ben diversa dalla pinna dorsale a forma di uncino evidente nella balenottera. 

Ciò non sminuisce l’importanza dell’avvistamento: «Si tratta comunque di un avvistamento importante del più grande predatore del pianeta – aggiunge non a caso il referente del Wwf -, vittima per secoli della persecuzione dell’uomo. Ricordo i diversi interventi di salvataggio di capodogli finiti nelle reti da posta derivanti (le cosiddette spadare) nelle nostre acque, portati a termine  negli anni scorsi grazie alla collaborazione degli uomini della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera».