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Il sindacalista della Cisl risponde alla lettera aperta del direttore del Sbv e osserva: «Chi si tira fuori si assume la responsabilità di lasciare il nostro futuro in mano agli attuali mediocri politici» 

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«L’appello di Gilberto Floriani per la rinascita del nostro territorio merita sicuramente un ampio e partecipato dibattito di quanti non si rassegnano al degrado in cui colpevolmente è stato relegato. Occorre un sussulto di dignità e gridare forte: “Noi siamo Vibo Valentia”.  La maggioranza silenziosa deve diventare protagonista del cambiamento e dare speranza soprattutto ai nostri giovani dalle grandi potenzialità, espresse purtroppo fuori della nostra Regione perché una politica fallimentare, basata quasi esclusivamente sulla clientela, spinge i più capaci ad emigrare. Così non si rinnova la classe dirigente ancora oggi affamata di poltrone ma non certo protagonista nel rilancio produttivo della nostra Provincia». 

A riferirlo in un intervento è Raffaele Blandino, sindacalista vibonese della Cisl, rilanciando il dibattito innescato dal direttore Gilberto Floriani in una sua recente lettera aperta alla città. «Bisogna avere il coraggio di mettersi da parte - scrive Blandino - e dare spazio alle competenze che certamente non mancano per evitare che le risorse europee non vengano sfruttate al meglio, restituendo tanti finanziamenti per incapacità progettuale ed esasperata burocrazia. Questo significa che i cattolici devono rompere gli indugi e scendere in campo apertamente, lo chiede la Conferenza Episcopale Italiana che, raccogliendo l’invito di Papa Francesco, sollecita una concreta testimonianza nell’agone politico. L’importante iniziativa dei Focolarini, l’attività della Scuola di Dottrina Sociale della e della Consulta Pastorale per il lavoro della Diocesi in direzione della lettura dei bisogni del nostro territorio, sono sicuramente un buon viatico per trasferire nell’azione quanto discusso e proposto. Questo è il momento in cui non ci sono più alibi anche per il mondo sindacale e del sociale ad un rinnovato impegno per rompere con le logiche rituali del passato, sostituendo alla solita denuncia, la capacità di proposta e soprattutto l’azione concreta di rilancio del territorio. Chiunque si tirerà fuori si assumerà la responsabilità di lasciare nelle mani degli attuali mediocri rappresentanti della politica il nostro futuro, continuando ad assistere all’isolamento e al declino inesorabile dell’intera provincia».

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Lacnews24.it
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