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Il commento di una docente sui fatti recenti che, per via di problemi alla condotta idrica, hanno tenuto a secco un’intera città

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Clof, clop, cloch... è il caso di cominciare proprio con la poesia La fontana malata di Aldo Palazzeschi per descrivere questa vicenda che scorre a singhiozzi. Partiamo dall’inizio. Al Comune di Vibo Valentia la Sorical sta effettuando lavori sulla rete idrica, quindi: manca l’acqua. Sì. No. Forse! In data mercoledì 6 marzo è la dirigente dell’Istituto comprensivo Murmura, come si evince chiaramente da una ordinanza, a segnalare al Comune la mancanza dell’acqua. Nel pomeriggio il commissario provvede ad emanare un’ordinanza che determina la chiusura dello stesso istituto per la giornata del 07/03/2019 per ovvi problemi di ordine igienico-sanitario e “per il periodo necessario al ripristino dell’approvvigionamento idrico”. Di fatto l’ordinanza fa riferimento ad un solo istituto. Quindi docenti, studenti, personale Ata e genitori (vibonesi e non!) afferenti ad altri istituti giorno 7 marzo si recano a scuola per scoprire poi, più o meno tempestivamente, che l’acqua non c’è. Allora tutto il personale della scuola ha dovuto prendere atto dei possibili disagi e, responsabilmente, segnalarli agli studenti. Questi, a loro volta, hanno contattato i genitori che hanno provveduto, non senza disagi, a recarsi a scuola a prelevare i propri figli.

Nella tarda mattinata di giorno 7 arriva l’ordinanza n. 8. Il Comune, contattata la Sorical, prende atto del persistere del problema idrico e dispone la chiusura di tutte le scuole del territorio per giovedì 7 e per venerdì 8 marzo. Gli istituti scolastici provvedono contestualmente ad avvisare l’utenza e a pubblicare sui rispettivi siti l’ordinanza di chiusura. Rubinetti a secco quindi! Anzi no! Nel tardo pomeriggio, sempre di giorno 7, arriva l’ordinanza n.9 che revoca l’ordinanza n. 8. Docenti, studenti, personale Ata giorno 8 si torna a scuola! “Vista la conclusione dei lavori sulla condotta adduttrice Alaco e, pertanto, il ripristino dell’erogazione idrica dalle ore 17, fino a che i livelli accumulati lo consentiranno”. Giorno 8 zaino in spalla si arriva davanti alla scuola! Ma a traboccare dal vaso non è l’acqua, ma la pazienza di molti genitori e docenti e personale Ata che hanno constatato che le cisterne non erano piene. Quello che è successo, di conseguenza, è più o meno uguale a quanto verificatosi giorno 7. Poi nel corso della mattinata la Sorical ha aperto i rubinetti ma, di fatto, quando l’utenza della scuola è entrata il problema non era risolto. Ora, non è per tirare acqua al nostro mulino o a quello di tanti ragazzi che magari hanno pure gradito una passeggiata al sole piuttosto che una giornata di studio, l’emergenza non si poteva gestire un po’ meglio? Non ce ne voglia il Comune ma un’ordinanza di chiusura per una sola scuola sembrava già un tantino “anomala”. E poi in un Paese spesso ingessato dalle norme, lasciamoci guidare anche dal buon senso. Insomma apriamola la fontana prima di dire l’acqua c’è.

* docente di Vibo Valentia

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