IL CORSIVO | Migranti a Vibo Marina, il destino è nei nomi

“Nomina sunt omina”, recita un detto latino. Dopo anni di diatribe sulla destinazione del porto vibonese, si scopre la sua reale destinazione: approdo per i profughi

“Nomina sunt omina”, recita un detto latino. Dopo anni di diatribe sulla destinazione del porto vibonese, si scopre la sua reale destinazione: approdo per i profughi

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La "Dignity I" attraccata alla banchina Bengasi
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di Giuseppe Addesi

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Lasciato per decenni privo di interventi di ammodernamento o ampliamento da parte dello Stato e della Regione; ignorato dagli enti locali territoriali per qualsiasi ipotesi di sviluppo, la diatriba di lunga data intorno alla destinazione da dare al porto di Vibo Marina pare stia per risolversi: la sua vocazione è quella di approdo per i profughi.

Migranti, lo sbarco della “Dignity I” a Vibo Marina (FOTO/VIDEO)

Ed è curioso osservare come le banchine alle quali attraccano le navi con a bordo i disperati partiti dalle coste libiche portino ancora i nomi di città di quelle terre (Tripoli, Bengasi), retaggio dell’epoca coloniale.

Un motto latino afferma che “Nomina sunt omina” (“i nomi sono un presagio, un destino”) e i fatti di questi giorni dimostrano che, dopo duemila anni, anche in questo caso si tratta di un’asserzione veritiera: nei nomi c’è scritto il destino.