Natuzza Evolo e il finto miracolo che impazza sul web

E' giusto giocare con i sentimenti dei fedeli, mostrando fotomontaggi di volti tra le nuvole gridando al miracolo per accrescere la propria visibilità? Fanatismo religioso, idolatria o semplice inganno?

E' giusto giocare con i sentimenti dei fedeli, mostrando fotomontaggi di volti tra le nuvole gridando al miracolo per accrescere la propria visibilità? Fanatismo religioso, idolatria o semplice inganno?

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Com’è il detto popolare? “Scherza con i fanti e lascia i santi”, no? E anche se Natuzza Evolo ancora santa non è, per la maggior parte dei devoti è solo una questione di tempo. Perché la mistica di Paravati è stata santa – per chi ci crede – in vita, aspettando la consacrazione definitiva dopo la morte. Un processo che alle volte può durare decenni. Il problema, per chi resta sulla terra ad ammirare le gesta dei propri personaggi preferiti, quasi fossero dei calciatori o dei vip da esaltare, come sempre è nelle persone comuni. L’idolatria, mista al fanatismo, può portare a dire e a fare la qualunque in nome di Dio. O, in questo caso, di Natuzza. Di gruppi e gruppetti Facebook inneggianti a Natuzza il web è pieno zeppo. Semplici fedeli, certo, che magari non potendo essere vicini fisicamente alla sua città natale, cercano conforto e speranza anche in una fotografia, in un post, in una frase, in una effige consolatrice. L’umanità, come non ammetterlo, è sempre in cerca di conforto, foss’anche una carezza spontanea di uno sconosciuto. Figurarsi se a darla, seppur virtualmente, è una donna dal carisma e dalla grandezza di Natuzza.

In pratica, andando al sodo della questione, è di questi giorni – guarda caso con la commemorazione dell’arrivo della statua della Madonna da lei voluta, avvenuta l’8 novembre – una foto shock. Sta impazzando sul web, portando dietro di sé un coro unanime di beatitudine e grazia. Anzi, di un vero e proprio miracolo. Sul gruppo “Natuzza il Cielo sulla Terra”, seguito da ben 5200 follower, una foto, scattata – dicono gli autori – proprio l’8 novembre davanti al santuario di Paravati, si notano – o si vorrebbero far notare – alcune immagini tra le nuvole: quella di un bambino e quella di un cuore. Poi guardando bene si vede pure quelle di una donna, verosimilmente Natuzza. Ecco il miracolo. Della tecnologia, però. Una tecnologia manco ottimale, perché quel che si vorrebbe spacciare come fatto straordinario non è nient’altro che un fotomontaggio.

Già dall’inizio la questione sembrava strana, perché i colori del cielo, così come si vede nella foto, non erano uniformi e le nuvole intorno al cerchio tagliavano in modo atipico. Ma per avere una maggiore sicurezza sulla bufala, è stato decisivo il confronto con una grafica di professione, la quale già dal primo istante ha intuito il fake. Mariella Matera, infatti, dopo brevi ricerche e con l’utilizzo di un software particolare, è riuscita ad analizzare la foto. In pratica vita, morte e – appunto – miracoli. «Analizzando i pixel della fotografia – rivela la professionista -, ovvero degli elementi puntiformi che compongono la rappresentazione di una immagine cosiddetta raster digitale, è chiaro che quelli intorno alla “presunta” immagine di Natuzza sono sovrapposti ai pixel del cielo (foto in basso). Anche avvalendoci di software avanzati, abbiamo la prova che la foto è stata ri-salvata dopo una modifica».

Sul gruppo “Natuzza il Cielo sulla Terra” l’immagine ha avuto un gran bel successo, con più di 300 “like” e più di 50 condivisioni. Senza contare i 121 “like” e altre 30 condivisioni sulla pagina di un’altra signora che ha condiviso il post del gruppo. Più tutta una serie di commenti di fedeli che hanno creduto, sicuramente in buona fede, alla comparsa di Natuzza tra le nuvole di Paravati.

Ora, che il gruppo in questione lo abbia fatto volontariamente o si sia a sua volta fidato di qualcun altro per aumentare la propria visibilità non è dato sapere. Certo è che non ci può essere strumentalizzazione più cattiva di questa. Specie quando molte persone vivono la propria vita in funzione della religione, alla ricerca costante della verità assoluta. Certi episodi, smascherati con facilità da chi ha un minimo di conoscenza grafica, sono deprecabili sotto tutti i punti di vista. È chiaro che la grandezza rappresentata da Natuzza Evolo, proprio per rispetto dei suoi milioni di devoti, indipendentemente dal crederci o meno, dev’essere necessariamente salvaguardata da cialtronerie varie. Il processo che porta alla santità è cosa troppo seria per essere mercificata così sui social, dato in pasto al popolo del web, non troppo attento così come converrebbe, specie quando si tratta di argomenti al limite del fanatismo religioso.