I consiglieri di minoranza hanno depositato la richiesta indirizzata al sindaco, al presidente del Consiglio e al segretario generale. L’obiettivo è istituire un organismo dedicato allo studio dell’iter amministrativo, agli approfondimenti tecnici e alla vigilanza sugli impegni degli enti coinvolti nella delocalizzazione degli impianti di Meridionale Petroli
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Lo scontro politico sulla delocalizzazione dei depositi costieri a Vibo Marina non accenna a placarsi, con i gruppi consiliari di opposizione che chiedono l’istituzione immediata di una Commissione consiliare speciale dedicata al futuro dell’area portuale. La richiesta, formalmente depositata e indirizzata al sindaco Enzo Romeo, al presidente del Consiglio Antonio Iannello e al segretario generale, punta a trasformare una questione che da anni attraversa il dibattito cittadino in un percorso stabile di approfondimento e controllo politico-amministrativo.
La richiesta dell’opposizione
Secondo quanto si legge in una nota, i gruppi di minoranza ritengono non più rinviabile un approfondimento specifico su una vicenda che investe sicurezza, pianificazione urbana, prospettive turistiche e assetto ambientale del territorio.
Per i consiglieri di opposizione, infatti, la presenza dei depositi costieri «nel cuore di Vibo Marina non può più essere letta come una semplice questione tecnica, ma come «un nodo cruciale per lo sviluppo urbanistico, turistico e ambientale dell’intera città». Da qui la convinzione che la complessità del tema, insieme alle sue ricadute sul tessuto sociale, richieda «un livello di approfondimento che vada oltre le normali sedute delle commissioni permanenti».
Uno strumento di studio e controllo
Nella ricostruzione fornita dai gruppi di opposizione, la proposta si fonda sui principi del Tuel e mira a dare vita a un organismo «snello ed efficace», capace di affrontare il dossier sotto diversi profili. L’obiettivo indicato è quello di seguire il percorso amministrativo, approfondire gli aspetti tecnici e monitorare gli impegni assunti dagli enti sovraordinati su una delle partite più delicate per il futuro di Vibo Marina.
Sul piano politico-istituzionale, la minoranza rivendica anche una funzione di garanzia. Per questo chiede che la presidenza della Commissione venga affidata a un esponente dell’opposizione, «in linea con i principi di trasparenza», così da rafforzare il ruolo di controllo su un procedimento che, per la portata delle sue conseguenze, viene considerato decisivo.
Altro elemento rimarcato è quello economico. I consiglieri sottolineano infatti che l’attività dei componenti verrebbe svolta «a titolo completamente gratuito», senza gettoni di presenza e senza nuovi oneri per le casse comunali.
«È il momento di passare dalle parole ai fatti»
I consiglieri di opposizione affidano il senso politico dell’iniziativa a una dichiarazione che chiama in causa direttamente le responsabilità delle istituzioni: «La delocalizzazione dei depositi è una battaglia di civiltà e sicurezza che la comunità attende da anni. Non possiamo più permetterci un approccio frammentario. Con questa Commissione vogliamo offrire un contributo costruttivo e tecnico per garantire la riconversione dell’area portuale e la protezione dei cittadini. Chiediamo che la proposta venga inserita con urgenza nel prossimo Consiglio comunale: è il momento di passare dalle parole ai fatti con spirito di collaborazione istituzionale».
Nelle parole della minoranza c’è dunque la richiesta di imprimere un’accelerazione concreta a una vicenda che continua a segnare il dibattito pubblico cittadino e il destino di una parte strategica del territorio. L’istituzione della Commissione speciale, secondo l’opposizione, rappresenterebbe «un segnale di forte attenzione verso la frazione di Vibo Marina» e insieme «un passo concreto verso una nuova visione di città, più sicura e orientata alla valorizzazione della sua risorsa più grande: il mare».




