La solidarietà era arrivata a valanga, lo sconcerto aveva attraversato Palazzo Luigi Razza e l’intera città. Ma a meno di un mese dall’aggressione subita alla stazione di Vibo-Pizzo, Andrea Nocita torna nel mirino. Nella serata di ieri, giovedì 21 maggio, la sua auto è stata data alle fiamme proprio nello stesso luogo che scandisce ogni giorno il tragitto tra casa e lavoro: lo scalo ferroviario di Vibo-Pizzo.

Nocita, 45 anni, dirigente dell’area Patrimonio e Urbanistica del Comune di Vibo Valentia, vive a Reggio Calabria e raggiunge quotidianamente il capoluogo vibonese in treno. Alla stazione lascia l’auto che utilizza per arrivare a Palazzo Luigi Razza e poi rientrare allo scalo al termine della giornata lavorativa. È lì che il 29 aprile scorso era stato aggredito da due sconosciuti armati di bastoni. È lì che, adesso, è stata incendiata la sua macchina.

Un secondo episodio nello stesso luogo

L'auto di Nocita danneggiata dalle fiamme

Saranno gli accertamenti degli inquirenti a chiarire eventuali collegamenti tra i due episodi, ma il dato che sconcerta è la sensazione di impunità che emerge da questa nuova intimidazione così ravvicinata alla prima.

Il 29 aprile scorso il dirigente era stato avvicinato da due sconosciuti e preso a bastonate. L’aggressione aveva provocato una microlesione al polso e una contusione alla schiena. Gli investigatori avevano avviato l’acquisizione delle immagini delle telecamere presenti nella zona per ricostruire gli spostamenti degli aggressori e tentare di identificarli. Già allora le modalità dell’azione avevano fatto pensare a un agguato pianificato.

Dopo lo sconcerto, il nuovo segnale

All’indomani dell’aggressione, la città aveva reagito con un’ondata di solidarietà. Decine, centinaia di messaggi per condannare il gesto ed esprimere solidarietà al dirigente, evidenziando contestualmente la gravità dell’episodio che colpiva non solo la persona, ma anche le Istituzioni.

Nonostante la vicinanza corale e gli appelli alla tutela dei funzionari pubblici, il dirigente dell’area Patrimonio e Urbanistica resta esposto.

Il clima attorno a Palazzo Luigi Razza

Il caso Nocita si inserisce in un quadro già di forte preoccupazione attorno al Comune di Vibo Valentia. Nel recente passato, altri dipendenti e figure legate all’ente fossero finiti nel mirino. Tra questi la dirigente degli Affari finanziari Claudia Santoro e il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. L’ultimo a finire nel mirino è stato l’assessore comunale Marco Talarico. Per lui, il 6 maggio scorso, un biglietto esplicito infilato sotto la porta del suo ufficio: «Il prossimo sarai tu!», a richiamare proprio il pestaggio subito da Nocita qualche giorno prima.