Riparte un nuovo anno scolastico, colmo di speranze e buoni propositi per i giovani, ma purtroppo anche con qualche affanno per alcuni alunni e per le loro famiglie.

Dopo la segnalazione da parte dei genitori del bambino autistico di 10 anni di San Calogero, che si è improvvisamente ritrovato, all'inizio del nuovo anno scolastico, con un cambio del proprio insegnante di sostegno, un'altra vicenda simile viene denunciata, questa volta, a Filadelfia.

A segnalarci la questione è Arianna B., mamma del piccolo Francesco, bambino di 5 anni, alunno della scuola primaria dell'Istituto Omnicomprensivo Rita Levi Montalcini, affetto da disturbo dello spettro autistico di livello 3, non verbale.

Il cambio dell'insegnante di sostegno

Anche lei, quest'anno, si è trovata ad affrontare una situazione inaspettata e spiacevole: l'insegnante di sostegno del proprio figlio è stata sostituita a causa del superamento in graduatoria da parte di altri candidati per la stessa posizione. Eppure, la “continuità didattica”, così si chiama la mancata interruzione del percorso formativo con il proprio docente, dovrebbe essere un diritto.

«Sono stanca del fatto che ogni anno ci si ritrovi a fare delle domande di continuità didattica che poi non hanno seguito - ci dice Arianna -. E sono arrabbiata perché Francesco, con l'affiancamento dell'ultima insegnante e il sostegno delle terapiste ABA (Analisi del comportamento applicata), aveva avuto enormi progressi. Ora, invece, siamo punto e a capo».

«I continui cambiamenti lo confondono»

La denuncia di Arianna va oltre la problematica di suo figlio e vuole mettere in evidenza un contesto generale che, secondo la donna, dimostra come lo Stato «non tuteli i bambini affetti dalla stessa patologia».

«Francesco rischia di non essere pronto ad affrontare il passaggio alla scuola elementare - rimarca -, non per colpa sua, ma per questi continui cambiamenti che lo portano in uno stato di confusione e nervosismo, tali da non permettergli di concentrarsi serenamente sulle nuove competenze comportamentali da apprendere».

Il bambino ha regolarmente iniziato l'anno scolastico, nonostante la situazione di disagio, ma si è ritrovato già con tre insegnanti di sostegno diversi dal primo giorno a oggi, creando disordine nelle sue abitudini e rendendo difficile l'approccio con lui da parte di chi gli sta accanto.

La richiesta della famiglia

La richiesta di Arianna è quindi chiara: modificare questo sistema per poter andare incontro a situazioni già così complesse, garantendo una quotidianità, ma soprattutto un futuro più tranquillo a ogni bambino e ai loro familiari, che inevitabilmente risentono del peso di queste circostanze e della poca serenità dei propri figli.