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Gaetano Elia avrebbe nascosto ai carabinieri il Dvr con le registrazioni delle immagini dei responsabili dell’omicidio di Giuseppe Mesiano consegnandolo ai familiari della vittima

Cronaca

C'è anche un tecnico installatore addetto alla manutenzione degli impianti di videosorveglianza, che all'epoca dei fatti collaborava pure con la Procura di Vibo per altre attività tecniche, fra gli arrestati nell'ambito dell'operazione "Miletos" con cui gli inquirenti ritengono di aver fatto luce su due omicidi avvenuti nel corso della faida di Mileto che ha visto contrapposti i Mesiano ed i Corigliano. Si tratta di Gaetano Elia, 51 anni, di Mileto, il quale avrebbe fornito al clan Mesiano le registrazioni delle immagini degli esecutori dell'omicidio di Giuseppe Mesiano, omettendo di consegnarle ai carabinieri. Dalla visione delle immagini, i Mesiano avrebbero così appreso che a sparare il 17 luglio 2013 contro il loro congiunto erano stati i Corigliano. Per questo programmarono la vendetta eseguita un mese dopo, in pieno centro a Mileto, con l'omicidio di Angelo Antonio Corigliano (ucciso il 20 agosto 2013). Omicidio deciso in un summit presieduto dal due cugini 50enni Pasquale e Salvatore Pititto, al vertice dell'omonimo clan di San Giovanni di Mileto.

L'omicidio di Angelo Antonio Corigliano sarebbe stato chiesto fortemente da Francesco Mesiano, figlio di Giuseppe, arrestato quale mandante del fatto di sangue ed in libertà dopo aver scontato la condanna definitiva a 20 anni per l'omicidio del piccolo Nicholas Green. A conferma delle indagini degli inquirenti, le successive dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Oksana Verman, donna di nazionalità ucraina residente a Vibo Valentia, amante di Salvatore Pititto, uno degli indagati attualmente in carcere per narcotraffico nell’ambito dell’operazione “Stammer”. La donna, dopo essere stata arrestata lo scorso anno per l'operazione antidroga, ha iniziato a collaborare con la Dda fornendo particolari importanti anche sui due omicidi di Giuseppe Mesiano e Angelo Corigliano, avendo appreso i dettagli dal suo amante Salvatore Pititto. 

Gaetano Elia è indagato per favoreggiamento personale insieme a Giuseppe Ventrice. Quest’ultimo risponde quale titolare di una ditta di autotrasporti ed effettivo utilizzatore dell’impianto di videosorveglianza installato presso il magazzino di proprietà del padre sito a Mileto in via Cultura numero 24, mentre Gaetano Elia è indagato quale tecnico installatore addetto alla manutenzione dell’impianto. I due, su richiesta di Francesco Mesiano e Vincenzo Corso, avrebbero fornito ai Mesiano il Dvr contenente le registrazioni delle immagini dei responsabili dell’omicidio di Giuseppe Mesiano che, in data 17 luglio 2013, erano passati dinanzi al magazzino per dirigersi sul luogo del delitto. Tutto ciò avrebbe reso più difficili le indagini dei carabinieri che, recandosi nell’impianto di videosorveglianza in questione, non trovarono alcuna immagine. 

 

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