Infiltrazioni mafiose: prorogato lo scioglimento dei Comuni di Nicotera e Tropea

Il Consiglio dei Ministri ha accolto la proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti. Non cessata l’opera di risanamento dei commissari al fine del ripristino della legalità nei due enti locali

Il Consiglio dei Ministri ha accolto la proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti. Non cessata l’opera di risanamento dei commissari al fine del ripristino della legalità nei due enti locali

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Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha deliberato la proroga dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, con conseguente proroga della gestione commissariale per altri sei mesi, dei Consigli comunali di Nicotera e Tropea. Gli organi elettivi del Comune di Nicotera sono stati sciolti il 25 novembre 2016 in accoglimento di una proposta del Ministero dell’Interno che ha fatto propria la relazione dell’allora prefetto di Vibo, Carmelo Casabona. Una relazione che ha delineato un “profilo” di alcuni componenti della giunta comunale – sindaco e vicesindaco in testa –, ed anche di alcuni componenti del Consiglio comunale, estremamente grave e preoccupante, finendo per mettere a nudo più che mai tutte le responsabilità di una classe politica, e di parte della c.d. “società civile”, incapace di selezionare una classe dirigente immune da pericoli di condizionamenti mafiosi. Sindaco di Nicotera era all’epoca Franco Pagano.

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Gli organi elettivi del Comune di Tropea sono stati invece sciolti il 12 agosto del 2016. A settembre del 2017 il Tar del Lazio aveva però annullato il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose ripristinando l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Rodolico. Il Consiglio di Stato – accogliendo il ricorso del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Vibo – nel gennaio scorso ha ribaltato il verdetto dei giudici amministrativi di primo grado confermando lo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell’ente. I giudici del Consiglio di Stato hanno motivato la decisione“a difesa della cittadinanza di Tropea” epresa al fine di ripristinare la “legalità in tutti i settori”.

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