Monsignor Luigi Renzo si scaglia contro le “dottrine eretiche”

Durante la messa del Crisma il vescovo di Mileto condanna individualismo e gnosticismo. Un messaggio a chi «crea divisioni e fratture con l’illusione di essere nel giusto e magari cercando appoggi in chi ci sta vicino»

Durante la messa del Crisma il vescovo di Mileto condanna individualismo e gnosticismo. Un messaggio a chi «crea divisioni e fratture con l’illusione di essere nel giusto e magari cercando appoggi in chi ci sta vicino»

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Anche quest’anno sono stati tanti i partecipanti alla messa del Crisma svoltasi nella cattedrale di Mileto. I presbiteri, i religiosi e i laici, si sono stretti attorno al vescovo Luigi Renzo in occasione di uno degli appuntamenti più significativi dell’anno liturgico, nel corso del quale sono state rinnovate le promesse sacerdotali e benedetto l’olio da utilizzare per l’unzione degli infermi, dei catecumeni e, appunto, del crisma. 

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Il prezioso unguento è stato donato quest’anno dalla parrocchia “San Michele e San Nicola” di Maierato. Dopo aver ricordato i sacerdoti da poco defunti, quelli ammalati e coloro che stanno festeggiando i 50, i 25 e i 10 anni di messa, il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea nella sua omelia ha ringraziato tutti coloro che stanno collaborando al Sinodo, esortandoli a non perdere l’entusiasmo e a riflettere «sull’alta responsabilità ecclesiale a cui tutti noi siamo chiamati». Quindi, l’appello ai fedeli «ad accogliere e amare i vostri sacerdoti, pur con gli immancabili difetti che ognuno di noi si porta dietro”, ai sacerdoti “ad amare di cuore i nostri fedeli, che Gesù stesso ci ha affidati tramite la Chiesa». 

Monsignor Renzo, nel suo intervento ha poi focalizzato l’attenzione sui rigurgiti di neo-pelagianesimo e neo-gnosticismo a cui si assiste anche oggi. Il primo punta sull’individualismo e sul fatto di potersi salvare con le sole forze dell’uomo, il secondo pensa, invece, ad una salvezza solo interiore dell’anima, senza quindi doversi rapportare con Dio. Due dottrine, entrambe condannate come eretiche dalla Chiesa, «a cui anche noi sacerdoti dobbiamo prestare attenzione perché possiamo rischiare di convincerci di bastare a noi stessi e di non sentire il bisogno dei confratelli e di crearci dei piedistalli. Come spiegare diversamente – si è chiesto a questo punto il presule – certi comportamenti di chiusura nei confronti dei confratelli? Le critiche, i contrasti, gli sgambetti spesso non mancano tra di noi. Ognuno in questo momento pensi a se stesso, non agli altri. Dobbiamo tutti sentirci non giudici, ma spronati a smontare i nostri pregiudizi, liberandoci dalla tentazione di creare divisioni e fratture con l’illusione di essere nel giusto e magari cercando appoggi in chi ci sta vicino. Ci facciamo la nostra cerchia ed il nostro seguito – ha proseguito – spesso a discapito della comunione e dell’unità. In questa giornata speciale per noi, Gesù ci chiede di riflettere su questo ricordandoci che non siamo pastori per noi stessi, ma siamo in corporati a Cristo per il servizio alla Chiesa e nella Chiesa insieme al vescovo». 

L’omelia di monsignor Renzo si è conclusa invitando gli stessi sacerdoti ad accogliere con solennità nelle varie comunità i Santi olii benedetti e consacrati, «quali segni di Cristo che viene significativamente a stare con noi per incontrarci e sostenerci con la grazia dei sacramenti, oltre che con la sua parola di vita».