Il messaggio pasquale del vescovo Renzo: «Attenzione a falsi profeti e incantatori di serpenti»

In occasione della Santa Pasqua il presule fa suo il monito di Papa Francesco ed esorta a «recuperare il primato di Dio nella vita e tornare ad ardere di fede»

In occasione della Santa Pasqua il presule fa suo il monito di Papa Francesco ed esorta a «recuperare il primato di Dio nella vita e tornare ad ardere di fede»

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Il vescovo Luigi Renzo
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Parte dalla constatazione che, “così come le donne accorse al sepolcro”, anche oggi per la gran parte dei cristiani la risurrezione di Gesù rimane un mistero, il messaggio pasquale “Alla scuola del Risorto per tornare ad ardere di fede” del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Luigi Renzo. Da qui la consapevolezza che “con il nostro stile di vita, per così dire rilassato, diamo proprio a vedere che la Pasqua sia solo una data del calendario che non ci tocca dentro più di tanto, indaffarati e presi come siamo nelle nostre cose da fare e dagli scopi che ci prefiggiamo di raggiungere”, a cui fa seguito l’augurio “che le cose vadano diversamente e che l’esortazione preoccupata di Papa Francesco all’inizio della Quaresima non sia caduta nel vuoto”. 

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Il pontefice, nel suo messaggio ha sollecitato a non andare dietro ai tanti “falsi profeti” e agli “incantatori di serpenti”, capaci solo di confondere il cuore e di annebbiare la coscienza, di allentare le idealità e, quel che è peggio, di raffreddare e soffocare le nostre certezze. In questa luce, per monsignor Renzo continuare come se “in quel giorno di Pasqua di 2000 anni fa nulla fosse accaduto”, è di fatto svilire l’atto supremo “con cui Gesù ha voluto dimostrarci il suo amore infinito. Comportarci ‘come se Dio non esistesse’ – specifica – è lo stesso che misconoscere l’importanza di quell’atto d’amore redentivo, per il quale noi creature non dovremmo mai smettere di ringraziare il Creatore. Al contrario, vivere ‘come se Dio esiste’ stimola alla dimensione giusta in quanto proietta l’uomo nella sfera della dignità delle nostre persone e della nostra divina figliolanza, ottenutaci proprio da Gesù dall’alto della Croce e dalla successiva Risurrezione da morte”. 

Una volta messo Dio al centro della propria vita, il presule fa notare “che tutto l’insieme dell’esistenza viene recepito e vissuto come dono per sé, ma anche da condividere con gli altri in una visuale di libertà, di responsabilità e di gratuità condivisa”. Acquisito tale parametro di misura, “il nostro modo di fare non può essere più secondo il principio del “come se Dio non esistesse”, che ci recluderebbe ancora nella tomba; ma del “come se Dio esiste”, che ci allarga la visuale alla dimensione della universalità e del tempo della vita da riempire in chiave di amore oblativo, gratuito, disinteressato e totale”. Monsignor Renzo constata, poi, “che il recuperare il primato di Dio nella vita e “tornare ad ardere di fede” induce “a mantenere forte la convinzione che l’uomo ha bisogno di Dio e che nessuna cosa al mondo può prenderne il posto senza mortificare la sua stessa dignità di creatura privilegiata ed amata più di ogni altra cosa. Il clima bello del cammino sinodale che stiamo vivendo in diocesi – prosegue – ci dà una chiave di lettura importante per sentirci parte di un tutto, membri vivi e vitali di una comunità che sta riscoprendo la gioia di esserci e di volerci essere senza remore e senza smarrimenti davanti alle resistenze sempre operative ed attente nel volerci togliere la gioia di aver investito tutto su Gesù, trionfatore sulla morte e sul male, oltre che icona inconfondibile della novità di vita capace di cambiare le dialettiche perverse dell’egoismo e dell’individualismo corrotto e corruttore”. La lettera del vescovo a sacerdoti, religiosi, diaconi, fedeli consacrati e laici della diocesi si conclude con l’augurio a tutti “di una vera Pasqua di Risurrezione, con Gesù capofila verso gli orizzonti di una fede rinnovata in grado di cambiare i nostri volti talvolta ancora assonnati”.

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