Autobomba a Limbadi, anche la Dda assume la titolarità dell’inchiesta

L’intervento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro motivato dalla chiara matrice mafiosa dell’episodio. Ancora da decifrare il movente dell’esplosione in cui è rimasto ucciso il 42enne Matteo Vinci

L’intervento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro motivato dalla chiara matrice mafiosa dell’episodio. Ancora da decifrare il movente dell’esplosione in cui è rimasto ucciso il 42enne Matteo Vinci

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L'auto devastata dalla bomba, nel riquadro la vittima
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La Dda di Catanzaro ha assunto la titolarità dell’inchiesta sull’autobomba affiancando i pm della Procura di Vibo Valentia che hanno aperto ieri un fascicolo d’indagine sull’autobomba di Limbadi costata la vita a Matteo Vinci. Resta invece ricoverato a Palermo in gravi condizioni Francesco Vinci, padre di Matteo. Già nella stessa giornata di ieri uno dei magistrati della Procura antimafia, Andrea Mancuso, si era recato sul luogo dell’attentato, affiancando il sostituto di turno della Procura  di Vibo Valentia, Ciroluca Lotoro.

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L’intervento della Dda di Catanzaro è motivato dalle modalità mafiose con le quali è stato portato a termine il grave fatto di sangue. Si tratta anche di capire il motivo per il quale chi voleva uccidere Matteo Vinci ed il padre abbia voluto mettere in atto un’azione così eclatante, con l’utilizzo di una bomba anziché optare per il classico agguato. Un “quesito” al quale stanno lavorando i carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia

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