martedì,Maggio 18 2021

Rinascita Scott: Mantella, la mafia del calcestruzzo, la Vibonese e le elezioni

Le partite truccate con l’intervento dei boss, i soci occulti nelle società, gli imprenditori ed i politici sostenuti dai clan Lo Bianco e Mancuso

Rinascita Scott: Mantella, la mafia del calcestruzzo, la Vibonese e le elezioni
Continuano le rivelazioni di Andrea Mantella (nel riquadro)
Francesco Michelino Patania

La nascita della “Vibo Calcestruzzi” ed il legame con la Vibonese calcio. Le partite truccate e il ruolo di alcuni imprenditori. Ma anche il sostegno dei clan per alcuni candidati alle elezioni comunali e provinciali.Andrea Mantella non risparmia nessuno e nel corso della sua deposizione dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia conferma le accuse messe a verbale nel corso di numerosi interrogatori e le arricchisce in aula di diversi particolari. Rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo, il collaboratore di giustizia ha oggi ricostruito anche i collegamenti tra le cosche e le società sportive passando dalle imprese edili e del calcestruzzo sino al porto di Gioia Tauro. Quanto alla ‘Vibo Calcestruzzi’ – ha dichiarato il collaboratore – la stessa nasce con il denaro dei maggiori esponenti della criminalità organizzata e con i soldi del commendatore Carmelo Fuscà. I soci occulti della Vibo Calcestruzzi che hanno messo i soldi erano: Carmelo Lo Bianco, Enzo Barba, Rosario Fiarè, Domenico Russo che era espressione dei Piromalli, Antonio Mancuso e Francesco Michelino Patania, detto Ciccio Bello. Formalmente, invece, nella Vibo Calcestruzzi – ha raccontato ancora Mantella – compariva solo Carmelo Fuscà, poi divenuto presidente della Vibonese Calcio, squadra di calcio dove c’era in società pure Francesco Michelino Patania, detto Ciccio Bello, mafioso del clan Lo Bianco ed il cui nominativo io portavo nella mia copiata mafiosa – ha spiegato Mantella – . I soci occulti della Vibonese Calcio erano: Carmelo Lo Bianco, Enzo Barba e Antonio Mancuso. Il presidente della Vibonese Calcio – ha dichiarato ancora il collaboratore – era Carmelo Fuscà e quando ha fiutato la compromissione nella società ha ceduto delle quote a Francesco Michelino Patania. La società – ha dichiarato in aula Mantella – è stata poi guidata da Gurzillo ed infine da Pippo Caffo”. La Vibo Calcestruzzi, invece, è stata poi ceduta all’imprenditore Salvatore Mazzei di Lamezia Terme, soggetto paramafioso vicino ai Iannazzo, mentre in precedenza nella società ci lavorava come ragioniere pure Domenico Lo Bianco, fratello di Paolo Lo Bianco”. E’ bene precisare che Carmelo Fuscà, Salvatore Mazzei, Pippo Caffo, Domenico Russo e Antonio Mancuso non risultano indagati in Rinascita Scott (a differenza di Francesco Michelino Patania ed Enzo Barba). Deceduto, invece, Carmelo Lo Bianco (cl. ’32). [Continua in basso]

Le partite della Vibonese e l’intervento dei clan

Secondo Andrea Mantella, due sarebbero state le partite della Vibonese Calcio il cui risultato sarebbe stato comprato e truccato grazie all’intervento della ‘ndrangheta.“In carcere avevo conosciuto Annunziato Bruzzaniti – ha dichiarato Mantella – che era il nipote di Giuseppe Morabito di Africo, detto Tiradritto, ma anche amico dei Cordì di Locri che avevano interessi nel Locri Calcio. Ricordo che mio cognato Antonio Franzè, detto Niuccio, mi disse che Francesco Michelino Patania, vicepresidente della Vibonese, aveva bisogno di aggiustare una partita per mandare la Vibonese in Promozione. Allora io inviai Antonio Franzè, che sapeva della mia amicizia con Bruzzaniti, da Alessandro Marcianò per barattare il risultato della partita con il Locri Calcio. I Marcianò, padre e figlio, erano coinvolti nell’omicidio di un politico”. Il riferimento è all’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Fortugno, ucciso a Locri nel 2005 in un seggio delle primarie del Pd.
Altra partita della Vibonese Calcio, il cui risultato sarebbe stato barattato grazie all’intervento mafioso, quella con il Castrovillari.In questo caso – ha spiegato ancora Mantella – io stesso mi sono recato con Paolino Lo Bianco a Castrovillari dal boss Antonio Di Dieco per aggiustare la partita. Antonio Di Dieco è poi divenuto un collaboratore di giustizia. I mafiosi ci tenevano alla Vibonese Calcio perché si rivelava utile per acquisire consenso sociale, una sorta di passerella che permetteva pure di fare amicizie importanti”.  

Angelo Restuccia

I voti dei Lo Bianco per le comunali e le provinciali

Andrea Mantella si è poi soffermato anche oggi sul ruolo che avrebbero avuto nel Vibonese gli imprenditori Angelo e Vincenzo Restuccia di Rombiolo, i quali sarebbero “cresciuti economicamente grazie ai soldi dei Mancuso e con un’amicizia costruita sin dagli anni ’80 con Ciccio Mancuso, detto “U sindacu”, ovvero Francesco Mancuso (cl. ’29) il patriarca e fondatore dell’omonimo clan di Limbadi. I Restuccia – ha dichiarato Mantella – fecero fare della amicizie particolari ai Mancuso anche nella massoneria deviata. A Carmelo Lo Bianco, il mio capo, i Restuccia fecero fare invece amicizia con Elio Costa. Nel corso del suo primo mandato elettorale quando si candidò a sindaco di Vibo, Carmelo Lo Bianco mi disse che Antonio Mancuso gli aveva suggerito di raccogliere voti per Elio Costa – ha sostenuto il collaboratore – e di portare avanti Elio Costa nelle votazioni, cosa che i Lo Bianco hanno fatto”.[Continua in basso]

Carmelo Lo Bianco “Piccinni”

In altro passaggio della deposizione, invece, Andrea Mantella ha fatto riferimento alle elezioni provinciali di Vibo Valentia del 2004. “Carmelo Lo Bianco ed Enzo Barba sono andati a Serra San Bruno da Damiano Vallelunga, che per noi era come il Papa della ‘ndrangheta, a lamentarsi del mio comportamento in quanto su Vibo stavo attuando all’epoca – ha spiegato il collaboratore – diversi attentati. Damiano Vallelunga mi diede però ragione. In realtà io mi sentivo fregato da Carmelo Lo Bianco – ha continuato Mantella – in quanto non mi ha mandato 60mila euro provento delle estorsioni su Vibo quando mi trovavo detenuto e, successivamente, Nicola Manco venne a Villa Verde dove mi trovavo ai domiciliari per dirmi che i Lo Bianco i soldi li avevano dati a don Peppino Mancini del 501 Hotel. Siamo nel 2010 e pochi giorni dopo anche Carmelo Lo Bianco è stato arrestato insieme a me nell’operazione Goodfellas”. Quindi il riferimento alle elezioni provinciali del 2004. “Peppino Mancini ha un figlio che si chiama Saverio e quando Saverio Mancini si è presentato alla Provincia con Forza Italia, i Lo Bianco hanno fatto campagna elettorale per lui dicendo che bisognava votare per Mancini”. Alla presidenza della Provincia di Vibo nel 2004 vinse però per la seconda volta consecutiva Gaetano Ottavio Bruni.

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