Scandalo Calabria Verde, Barilaro prova a disinnescare: «Tutto legale»

Il sindaco di Acquaro interviene sulla vicenda che vede il presidente della Regione Mario Oliverio indagato per abuso d’ufficio perché avrebbe caldeggiato il suo trasferimento nell'ente in house per motivi politici

Il sindaco di Acquaro interviene sulla vicenda che vede il presidente della Regione Mario Oliverio indagato per abuso d’ufficio perché avrebbe caldeggiato il suo trasferimento nell'ente in house per motivi politici

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Sull’inchiesta della Procura di Catanzaro che vede il governatore Mario Oliverio indagato per abuso d’ufficio, è tornato in queste ore uno dei protagonisti del caso, quel Giuseppe Barilaro, sindaco di Acquaro, intorno al quale si sarebbe sviluppata l’intera vicenda.

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Secondo gli inquirenti, Barilaro sarebbe stato trasferito dal Comune di Francica a Calabria Verde, l’ente in house della Regione Calabria, per motivazioni di consenso politico-elettorale da uomini vicini al presidente regionale.

Barilaro, dal canto suo, si difende affermando che «l’iter ammnistrativo che ha portato al mio “comando” presso l’Azienda Calabria Verde si è svolto nel pieno rispetto della legge. A tal proposito – prosegue -, ho fatto richiesta di essere utilizzato in posizione di comando presso l’Azienda Calabria Verde direttamente agli organi Dirigenziali preposti, senza mai richiedere l’intervento o l’aiuto di altri che non ne avrebbero evidentemente avuto le competenze».

A detta del sindaco di Acquaro, «il comando è stato autorizzato, sempre secondo la legge, in forza dell’ausilio che la mia esperienza amministrativa avrebbe potuto apportare alla gestione dell’Azienda», mentre, per quel che riguarda i compensi, «nei periodi in cui ho prestato la mia attività lavorativa per l’Azienda Calabria Verde (consistente in 18 ore settimanali, come da contratto presso l’ente di provenienza) ho percepito la stessa identica retribuzione che avrei ricevuto dal Comune di Francica».

Barilaro ha inoltre precisato «che il mio rapporto di collaborazione con l’ente Calabria Verde si è interrotto, per mia espressa volontà, con largo anticipo rispetto alla scadenza, avendo io rinunciato al “comando” e tornato in servizio presso il Comune di Francica. Ciò, nonostante fossero intervenute due ulteriori proroghe del “comando”, rispettivamente di sei e quattro mesi, questa volta a firma del Gen. Mariggiò, nominato commissario dell’Azienda Calabria Verde a seguito della vicenda processuale che aveva visto coinvolto l’allora Direttore Generale Paolo Furgiuele».

A dimostrazione che l’attività lavorativa presso l’Azienda Calabria Verde sarebbe «sganciata da qualsivoglia forma di cointeressenza politica o economica», il primo cittadino ha osservato che «contrariamente a quanto di consuetudine avviene all’interno della pubblica amministrazione, in cui l’istituto del “comando” si conclude con il trasferimento definitivo del dipendente presso l’Ente utilizzatore, nel caso di specie il comando si è concluso con il mio rientro presso l’ente di appartenenza (Comune di Francica)».

Barilaro ha concluso manifestando fiducia «nell’operato della Magistratura, alla quale offrirò tutta la mia collaborazione, nel rispetto dei ruoli e delle parti, affinché la mia posizione venga chiarita al più presto e la giustizia faccia il suo corso».

 

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