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Il progetto ispirato dalla presunta apparizione del santo a una signora abruzzese che non era mai stata in Calabria e da anni promuove la realizzazione di questa grande struttura socio sanitaria

Cronaca

Sono passati quattordici anni da quando Padre Pio sarebbe apparso a Irene Gaeta, una signora abruzzese, per chiederle di realizzare «un santuario, un ospedale pediatrico, un centro di ricerca, un villaggio per i sofferenti». La zona indicata dal santo di Pietrelcina, sconosciuta a Irene, venne subito riconosciuta dalla stessa quando, grazie a un amico calabrese, si trovò a visitarla: un pianoro ricco di ulivi nel comune di Drapia. 

L’evento considerato miracoloso portò alla conseguente fondazione de “I discepoli di Padre Pio”, l’associazione che per anni ha portato avanti il progetto di realizzazione del grande complesso. Alla luce di ciò, il 28 maggio prossimo verrà posata la prima pietra della cittadella in contrada Vento.

La cerimonia, che segna il simbolico inizio dei lavori, comincerà alle ore 18 con la presentazione del progetto dell’architetto Luciano Messina. Nella nota inviata dagli organizzatori per comunicare l’iniziativa, si annuncia la presenza alla manifestazione, tra gli altri, del vescovo Luigi Renzo, del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, del sindaco di Drapia, Antonio Vita, e del dirigente del ministero della Salute, Marcella Marletta. Previsto anche l’intervento della stessa Irene Gaeta.

Alle ore 19 ci sarà, dunque, la posa della prima pietra della Casa socio-sanitaria “Madonna di Fatima”, primo edificio che sarà realizzato nell’ambito di un progetto più ampio. Tra le diverse costruzioni, infatti, è previsto anche un ambiente dedicato alla ricerca, un ospedale pediatrico oncologico e altre strutture sanitarie. 

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