Comune Fabrizia, slitta il processo agli ex amministratori

Concorso in abuso d’ufficio la contestazione della Procura di Vibo Valentia per l’affidamento della mensa scolastica

Concorso in abuso d’ufficio la contestazione della Procura di Vibo Valentia per l’affidamento della mensa scolastica

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Nulla da fare per la deposizione del maresciallo Giuseppe Pelaia, alla guida della Stazione dei carabinieri di Fabrizia (in foto), nel processo che vede imputati per abuso d’ufficio gli ex amministratori del Comune di Fabrizia in relazione all’affidamento del servizio della mensa scolastica per l’anno scolastico 2015-2016. A causa della composizione anomala del Collegio e del mancato consenso da parte delle difese degli imputati alla conservazione degli atti dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia in diversa composizione rispetto alle precedenti udienze, il presidente Lucia Monica Monaco ha rinviato il processo al 10 settembre prossimo. Sotto accusa ci sono l’allora sindaco (ed attuale consigliere comunale di minoranza) Antonio Minniti, l’allora vice sindaco Domenico Suppa, l’ex l’assessore (attuale consigliere comunale di minoranza) Pietro Mamone, l’ex presidente del Consiglio comunale Antonio Carè, il tecnico comunale Domenico Potami (residente a Capistrano) e l’allora segretario comunale Maria Vittoria Pastore, residente a Serra San Bruno. Secondo l’accusa, in tempi diversi ed in concorso fra loro, gli imputati nelle rispettive qualità, non avrebbero indetto una nuova gara per l’affidamento del servizio della mensa scolastica prorogando per tre volte, con tre diverse delibere, l’affidamento senza gara in favore della ditta già aggiudicatrice del servizio. Ad avviso dell’ufficio di Procura, così facendo gli imputati avrebbero violato la legge che vieta il rinnovo tacito dei contratti aventi ad oggetto forniture, servizi e lavori, non adducendo “alcuna adeguata motivazione in ordine alla necessità della proroga del contratto”, indicando “genericamente che a causa dell’eccessivo carico di lavoro esistente nell’Ufficio tecnico, lo stesso non ha potuto procedere alla predisposizione degli atti da inviare alla Suap per l’espletamento della gara d’appalto”. Tutto ciò, ad avviso del pm, sarebbe avvenuto in deroga alle procedure ordinarie di affidamento, bypassando quella norma di legge che prevede la possibilità di procedere con affidamento diretto del servizio da parte del responsabile del procedimento per lavori inferiori ad un importo di 40mila euro. La proroga in tal modo del servizio di mensa scolastica per il 2015 ed il 2016 da parte degli imputati avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla ditta già appaltatrice del servizio, con somme diverse di volta in volta stabilite nelle delibere di proroga, ma complessivamente quantificate dagli inquirenti in 95 mila euro. Per la Procura le condotte contestate agli indagati avrebbero leso “l’interesse pubblico al buon andamento ed alla trasparenza della pubblica amministrazione”, arrecando un ingiusto danno al Comune di Fabrizia. Le contestazioni si fermano al 25 marzo 2016, data dell’ultima delibera di proroga del servizio di mensa scolastica.

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