mercoledì,Maggio 12 2021

Intimidazione a giornalisti e avvocato, domani il Comitato per l’ordine e la sicurezza

Convocato dal prefetto Giovanni Bruno, l’organismo sarà chiamato a disporre eventuali misure di sicurezza a tutela dei destinatari delle minacce.

Intimidazione a giornalisti e avvocato, domani il Comitato per l’ordine e la sicurezza

È stato convocato dal prefetto Giovanni Bruno per domani alle 16.30, presso la Prefettura di Vibo Valentia, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che sarà chiamato a discutere della recente intimidazione che ha colpito due giornalisti vibonesi, Pietro Comito, direttore dell’emittente televisiva LaC, e Francesco Mobilio, redattore de Il Quotidiano del Sud, nonché l’avvocato Marco Talarico, già presidente del Consiglio comunale cittadino.

Gli stessi, come si ricorderà, si erano visti recapitare, la vigilia di Natale, un plico contenente esplicite minacce di morte accompagnate da un proiettile calibro 7.65 e da un ritaglio di un titolo di giornale del primo dicembre scorso che faceva riferimento all’abbattimento del cosiddetto “palazzo della vergogna”, immobile pericolante sito in pieno centro a Vibo Valentia, e demolito dall’Amministrazione comunale dopo 25 anni di diatribe burocratiche e giudiziarie.

Appena il giorno precedente alla ricezione della busta, l’avvocato Talarico si era vista vandalizzare la propria auto, fatta oggetto di attenzioni da parte di ignoti che l’hanno pesantemente danneggiata. Ora il Comitato convocato dal prefetto si pronuncerà in merito all’eventuale disposizione di misure di controllo e sicurezza a tutela dei professionisti intimiditi.

Intanto, una nuova attestazione di solidarietà giunge dal Forum delle Associazioni Vibonesi, che «esprime la più netta condanna di tali comportamenti tesi a comprimere il diritto/dovere alla libertà d’informazione nonché altri fondamentali diritti; si augura che episodi del genere non abbiano più a ripetersi e, anche per questo, vengano adeguatamente contrastati e puniti da chi è preposto alla tutela della sicurezza dei cittadini; auspica che ogni forma di dissenso venga ricondotta negli alvei del confronto civile e democratico, pena il deteriorarsi della convivenza pacifica all’interno delle nostre comunità già afflitte da pesanti condizionamenti di tipo sociale ed economico».

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