‘Ndrangheta: processo “Ragno”, fissata la ripresa dell’appello contro i Soriano

La decisione della Corte dopo la sospensione e la decisione della Cassazione di respingere l’istanza di rimessione avanzata da Leone Soriano

La decisione della Corte dopo la sospensione e la decisione della Cassazione di respingere l’istanza di rimessione avanzata da Leone Soriano

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Riprenderà dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro il processo di secondo grado nato dall’operazione antimafia denominata “Ragno” contro il clan Soriano di Filandari. Dopo la dichiarazione di inammissibilità da parte della Cassazione dell’istanza di rimessione del processo ad altra sede per “legittimo sospetto” presentata nel febbraio scorso dall’imputato Leone Soriano, la Corte d’Appello ha ora ordinato la nuova citazione a giudizio degli imputati fissando al contempo la data della ripresa del processo che risultava sospeso. Per il 12 settembre prossimo, quindi, la Corte ha ordinato la citazione in giudizio di: Leone Soriano, 52 anni, di Pizzinni di Filandari; Gaetano Soriano ed il figlio Carmelo Soriano; Graziella Silipigni;  Francesco Parrotta; Giuseppe Soriano (figlio della Silipigni e nipote di Leone e Gaetano Soriano). Nei confronti di tutti gli imputati, prima della sospensione del processo, la Procura Generale di Catanzaro aveva già formulato le richieste di condanna: 9 anni per Gaetano Soriano ed il figlio Carmelo Soriano; 3 anni, 4 mesi per Graziella Silipigni; 2 anni e 6 mesi per Francesco Parrotta; 10 anni e 8 mesi per Giuseppe Soriano. La posizione di Leone Soriano era stata invece stralciata (ora riunita) ed ancora si deve registrare nei suoi confronti la richiesta di condanna che verrà formulata il 12 settembre. L’inchiesta “Ragno” ha permesso di ricostruire (coordinata dall’allora pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna, e condotta sul campo dai carabinieri della Stazione di Vibo guidati dall’allora comandante Nazzareno Lopreiato) gli affari e gli assetti della “famiglia” Soriano di Pizzinni di Filandari. Il 28 maggio 2014 si era però registrata una raffica di assoluzioni per tutti gli imputati ad opera del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto all’epoca dal giudice Fabio Regolo, ora pm alla Procura di Catania. La Corte d’Appello il 28 maggio 2015 aveva totalmente ribaltato il verdetto di primo grado decidendo per dure condanne. Il 20 aprile 2016, infine, la Cassazione ha annullato con rinvio le condanne ordinando un nuovo processo d’appello per tutti gli imputati. Nel collegio di difesa gli avvocati Diego Brancia, Salvatore Staiano, Giovanni Vecchio, Daniela Garisto, Giuseppe Lopresti, Marzia Tassone. In foto dall’alto in basso: Leone Soriano, Gaetano Soriano, Giuseppe Soriano, Francesco Parrotta e Graziella Silipigni

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