Inchiesta sui Parchi eolici, lascia i domiciliari titolare istituto di vigilanza vibonese

Il Riesame di Reggio Calabria annulla l’ordinanza di custodia cautelare e accoglie il ricorso dei difensori. Contestata l’estorsione e la concorrenza illecita

Il Riesame di Reggio Calabria annulla l’ordinanza di custodia cautelare e accoglie il ricorso dei difensori. Contestata l’estorsione e la concorrenza illecita

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Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha annullato gli arresti domiciliari a Domenico Fedele D’Agostino, 60 anni, nativo di Mileto, residente a Vibo Valentia, titolare dell’istituto di vigilanza “Hipponion Global Security Service”, revocando la misura cautelare disposta dal gip distrettuale di Reggio il 12 luglio scorso nell’ambito dell’operazione della Dda reggina denominata “Via col Vento”. D’Agostino è indagato, in concorso con Giuseppe Evalto (imprenditore di Spilinga ma residente a Pizzo) e ad Antonino Pavaglianiti, ritenuto un esponente dell’omonimo clan di San Lorenzo e Bagaladi, per i reati di concorso in estorsione e illecita concorrenza con minaccia e violenza. Reati aggravati dalle modalità mafiose. In particolare, secondo l’accusa Domenico D’Agostino sarebbe stato l’istigatore morale ed il beneficiario dell’affidamento della vigilanza armata nel Parco eolico di Piani di Lapa e Sant’Antonio “con orari e modalità non necessari”. Tale vigilanza sarebbe stata ottenuta – ad avviso della Dda di Reggio Calabria – dall’istituto di vigilanza “Hipponion Global Security Service” di D’Agostino Domenico, con sede a Vibo Valentia, attraverso atti di illecita concorrenza e con la minaccia implicita derivante dal carisma criminale di Paviglianiti ed Evalto, quest’ultimo ritenuto legato al clan Mancuso di Limbadi. Tale imposizione della vigilanza armata si sarebbe verificata nel maggio del 2012 fra Motta San Giovanni, Bagaladi e Montebello. Il Tribunale della Libertà, in accoglimento del ricorso degli avvocati Vincenzo Attisani e Brunella Chiarello, ha però dichiarato l’insussistenza della gravità indiziaria così come sostenuta dai legali di D’Agostino, che hanno perorato la totale estraneità ai fatti del loro assistito. Il Tribunale del Riesame ha quindi disposto l’immediata liberazione del titolare dell’istituto di vigilanza. 

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