Processo “Costa pulita”, i politici condannati a risarcire enti pubblici e associazioni

Interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Andrea Niglia, Francesco Prestia e Sergio Bagnato. La Provincia di Vibo, la Regione Calabria ed i Comuni di Vibo, Briatico e Parghelia parti lese

Interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Andrea Niglia, Francesco Prestia e Sergio Bagnato. La Provincia di Vibo, la Regione Calabria ed i Comuni di Vibo, Briatico e Parghelia parti lese

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Dovranno risarcire anche gli enti pubblici che si sono costituiti parti civili nel processo, ovvero la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, il Comune di Briatico, il Comune di Vibo Valentia, il Comune di Parghelia, l’associazione Antiracket ed Antiusura della Provincia di Vibo, e “Alilacco-Sos Impresa”, gli imputati condannati nel troncone in abbreviato dell’inchiesta “Costa Pulita” andata oggi a sentenza. Da segnalare che fra i condannati a risarcire i danni ci sono anche i politici imputati nel processo che, in alcuni casi, hanno costituito l’ente da loro guidato parte civile nel processo. E’ il caso di Andrea Niglia che da presidente della Provincia di Vibo, prima della sua decadenza a seguito dello scioglimento degli organi elettivi del Comune di Briatico, di cui era sindaco, per infiltrazioni mafiose (LEGGI QUI: Comune di Briatico commissariato per infiltrazioni mafiose: ecco i motivi), aveva deciso di costituite l’ente Provincia parte civile. La sentenza di condanna odierna, oltre alla pena a 2 anni per il reato di corruzione elettorale aggravata dalle finalità mafiose (agevolazione del clan Accorinti di Briatico) contiene infatti pure delle pene accessorie significative per gli imputati e fra queste quella di risarcire i danni alla Provincia di Vibo, costituita parte civile, liquidati dal giudice in complessivi 80mila euro, più 3.870,00 euro di spese legali per la costituita parte civile. Insieme a Niglia sono stati condannati al risarcimento dei danni in favore della Provincia anche l’ex sindaco di Briatico, Francesco Prestia (2 anni per corruzione elettorale), e gli imputati: Antonino Accorinti, il figlio Antonio Accorinti, l’ex consigliere comunale di Briatico Sergio Bagnato (4 anni la condanna), Nazzareno Colace, Giuseppe Evalto, Francesca Galea, Giuseppe Granato, Francesco Grillo, Carmine Il Grande, Ferdinando Il Grande, Gerardo La Rosa, Giancarlo Lo Bianco, Felice Lo Iacono, Giancarlo Lo Iacono, Cosmo Michele Mancuso, Francesco Marchese, Emanuele Melluso, Leonardo Melluso, Simone Melluso, Salvatore Muggeri, Salvatore Muzzupappa, Pasquale Prossomariti, Salvatore Prostamo, Giovanni Rizzo, Carlo Russo, Davide Surace, Federico Surace, Eugeniya Umyarova. Gli stessi imputati condannati a risarcire la Provincia di Vibo sono stati altresì condannati a risarcire pure la Regione Calabria per i danni arrecati con le loro condotte. Pure in questo caso la somma complessiva da pagare ammonta ad 80mila euro, più 3.870,00 euro di spese legali per la costituita parte civile. Condanna al risarcimento anche di altra parte civile, ovvero “Alilacco – Sos Impresa”.  In questo caso i danni dovranno essere liquidati in separata sede. Gli stessi imputati (tranne Andrea Niglia, Francesco Prestia, Francesca Galea, Giancarlo Lo Bianco, Davide e Federico Surace, Eugeniya Umyarova) sono stati altresì condannati a risarcire i danni – da liquidarsi in separata sede – al Comune di Vibo ed al Comune di Parghelia, costituiti parte civile, così come al Comune di Briatico, i cui danni sono stati liquidati in 100mila euro (oltre a 3.870,00 di spese legali) ed all’associazione Antiracket e Antiusura della Provincia di Vibo Valentia liquidati in 20mila euro. Per quanto riguarda Andrea Niglia, Francesco Prestia, Sergio Bagnato, Giancarlo Lo Bianco, Davide Surace e Federico Surace il gup li ha condannati pure alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Giancarlo Lo Bianco (4 anni, 5 mesi e 10 giorni la pena) e Nazzareno Colace (14 anni) sono stati invece condannati a risarcire i danni – da liquidarsi in separata sede – alla costituita parte civile Angelo De Renzo. Il solo Nazzareno Colace condannato a risarcire i danni anche all’imprenditore Francesco Cascasi da liquidarsi in separata sede. Infine, condanna al risarcimento dei danni – da liquidarsi in separata sede – anche per Antonino Accorinti nei confronti delle parti civili Salvatore Barbagallo e Lucia Romano.  In foto dall’alto: Andrea Niglia, Francesco Prestia  e Sergio Bagnato   LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta, processo “Costa Pulita”: raffica di condanne per gli imputati (VIDEO) 

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