domenica,Luglio 25 2021

Corruzione all’Accademia Fidia, nuove misure per i fratelli Jgor e Dimitri Licata

Entrambi lasciano gli arresti domiciliari. Decisione del gip del Tribunale di Vibo per due fra i principali indagati dell’inchiesta Diacono

Corruzione all’Accademia Fidia, nuove misure per i fratelli Jgor e Dimitri Licata
L'Accademia Fidia di Stefanaconi
Dimitri Licata

Lasciano gli arresti domiciliari per l’obbligo di dimora anche Jgor Licata, 48 anni, e il fratello Dimitri Licata, 42 anni, di Stefanaconi, coinvolti nell’inchiesta “Diacono” che mira a far luce sulla corruzione attorno all’Accademia Fidia.
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Del Vecchio, ha infatti accolto per Jgor Licata un’istanza presentata dagli avvocati Raffaele Masciari e Giovanni Marafioti ed ha disposto per lui l’obbligo di dimora a Serra San Bruno, mentre per Dimitri Licata, difeso dagli avvocati Diego Brancia e Francesco Sabatino, è stato disposto l’obbligo di dimora a Stefanaconi. Per entrambi resta la gravità indiziaria in ordine ai reati contestati, ma in ragione “del lasso di tempo trascorso e del rispetto delle prescrizioni imposte”, le esigenze cautelari sono state ritenute attenuate dal gip e da qui la nuova misura dell’obbligo di dimora nei comuni di residenza.

Capi e promotori dell’associazione vengono indicati dall’accusa in Michele Licata e Davide Licata, padre e figlio, entrambi di Stefanaconi. Michele Licata, inoltre, nella qualità di preside dell’Accademia Fidia, avrebbe avuto pure il compito di sottoscrivere le false attestazioni di frequentazione di corsi e master. Organizzatore dell’associazione anche Dimitri Licata, che avrebbe avuto il compito di coordinare gli altri sodali per poi divenire il promotore del sodalizio dopo l’arresto del fratello Davide Licata nel luglio scorso a seguito del rinvenimento di un vero e proprio arsenale di armi nella sua abitazione.
Organizzatori dell’associazione anche Jgor Licata , Michela Licata (che avrebbe gestito i proventi illeciti e approntato la falsa documentazione funzionale alla loro conservazione) e CarmineCaratozzolo, di San Ferdinando, quest’ultimo divenuto pure lui fra i promotori – secondo l’accusa – dopo l’arresto di Davide Licata.

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