‘Ndrangheta: il boss Rosario Fiarè in coma, disposta scarcerazione

Il capo dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona stava scontando un cumulo pene per associazione mafiosa e violenza sessuale di gruppo. Sospesa in via provvisoria la detenzione

Il capo dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona stava scontando un cumulo pene per associazione mafiosa e violenza sessuale di gruppo. Sospesa in via provvisoria la detenzione

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Torna libero senza alcuna misura il boss di San Gregorio d’Ippona Rosario Fiarè, 70 anni, detenuto nel carcere di Torino dove si trovava per scontare un cumulo di pene per associazione mafiosa, violenza sessuale di gruppo, violenza privata e violazione della sorveglianza speciale con fine pena nel 2025.  Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha infatti disposto la provvisoria sospensione della pena inflitta dalla Corte d’Appello di Catanzaro che ha condannato Rosario Fiarè a 8 anni e 6 mesi per violenza sessuale di gruppo e violenza privata dopo essersi procurato giovani donne italiane, bulgare e magrebine, attirandole nel Vibonese con la prospettiva di un lavoro per poi chiedere loro delle prestazioni sessuali. La decisione del Tribunale di Sorveglianza arriva a causa delle gravi condizioni di salute di Rosario Fiarè, soggetto attualmente in coma e che si trova ricoverato in ospedale a Torino. Una situazione talmente grave quella di Rosario Fiarè (difeso dagli avvocati Francesco Stilo e Cristian Scaramozzino) che, ad avviso del Tribunale di Sorveglianza, non è in grado di percepire l’effetto della pena che sta scontando e da qui il differimento della sua esecuzione e la sua scarcerazione per consentirgli di curarsi. Per ottenere il differimento della pena era pendente anche un ricorso in Cassazione promosso dall’avvocato Paola Stilo. Rosario Fiarè, già condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa quale capo e fondatore dell’omonimo clan di San Gregorio d’Ippona, è ritenuto uno dei massimi esponenti della ‘ndrangheta del Vibonese. Un personaggio capace di dialogare alla pari con i Mancuso di Limbadi e di dettare “legge”, dal suo “feudo” di San Gregorio d’Ippona, nelle dinamiche criminali di un’intera provincia.  LEGGI ANCHE:  Appropriazione indebita, prescrizione per il boss Rosario Fiarè

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