‘Ndrangheta: omicidi a Vibo, in quattro ammessi al rito abbreviato

Depositata la perizia psichiatrica su Rosario Primo Mantino: può partecipare scientemente al processo. Contestate le eliminazioni di Mario Franzoni e Giuseppe Pugliese Carchedi

Depositata la perizia psichiatrica su Rosario Primo Mantino: può partecipare scientemente al processo. Contestate le eliminazioni di Mario Franzoni e Giuseppe Pugliese Carchedi

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Sarà processato con il rito abbreviato – che comporta uno sconto di pena in caso di condanna pari ad un terzo – Rosario Primo Mantino, 43 anni, di Vibo Marina, coinvolto nell’operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Outset”. Il medico legale, incaricato a luglio dal gup distrettuale Francesca Pizii di eseguire una perizia psichiatrica sull’imputato, ha stabilito che lo stesso può partecipare scientemente al processo. La sua posizione è stata pertanto unita a quella degli altri tre imputati già ammessi al rito abbreviato: Domenico Giampà (cl.’81), attuale collaboratore di giustizia, di Lamezia Terme; Enzo Giampà (cl.’70) di Lamezia Terme; Salvatore Mantella, 44 anni, di Vibo Valentia, cugino del collaboratore di giustizia Andrea Mantella. Nazzareno Mantella, 35 anni, di Vibo Valentia, fratello del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, ha invece scelto il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio. Per lui il processo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro si aprirà il 6 novembre prossimo. Resta stralciata, infine, la posizione di Rosario Fiorillo, 29 anni, di Piscopio, poiché all’epoca (17 agosto 2006) dell’omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi e del ferimento di Francesco Macrì, lo stesso Fiorillo era minorenne. Il gup distrettuale in tale caso ha trasmesso gli atti alla Procura per i Minori di Catanzaro affinchè la stessa valuti l’esercizio dell’azione penale al posto della Dda. Già stralciate in precedenza, invece, le posizioni di: Andrea Mantella, 45 anni, di Vibo Valentia, collaboratore di giustizia, e Franco Barba, 56 anni, di Vibo Valentia.                                                                                                            L’operazione “Outset”  mira a far luce sugli omicidi di Mario Franzoni (commesso il 21 agosto del 2002 a Porto Salvo) e di Giuseppe Pugliese Carchedi (ucciso il 17 agosto 2006). Secondo l’accusa, Andrea Mantella, Domenico Giampà, Vincenzo Giampà, Franco Barba, Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero concorso nell’omicidio di Mario Franzoni, 29 anni, commesso a Porto Salvo il 21 agosto del 2002, mentre la vittima si trovava a bordo della sua Fiat Punto dopo essere rientrato in paese da Mariano Comense per un periodo di vacanza. Franco Barba e Andrea Mantella vengono indicati come i mandanti del fatto di sangue (oltre ai defunti Francesco Scrugli, ucciso nel 2012, e Carmelo Lo Bianco, alias “Piccinni”, il boss dell’omonimo clan di Vibo morto in carcere), ma la loro posizione è stata separata da quella degli altri imputati. Salvatore Mantella e Nazzareno Mantella avrebbero invece curato la logistica dell’omicidio fornendo le armi e un motorino ai killer. Domenico e Vincenzo Giampà sarebbero stati invece gli esecutori materiali del fatto di sangue con il secondo che avrebbe guidato la moto con a bordo il secondo. Contestati anche i reati di concorso in detenzione di armi illegali e ricettazione.                   Rosario Fiorillo (difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Domenico Anania) è invece accusato insieme a Rosario Primo Mantino, di aver ucciso Giuseppe Pugliese Carchedi e ferito Francesco Macrì in concorso con Davide Fortuna, quest’ultimo a sua volta freddato in spiaggia nel luglio del 2012 a Vibo Marina nell’ambito della guerra di mafia contro il clan Patania di Stefanaconi.    Nel collegio di difesa gli avvocati: Sergio Rotundo e Domenico Anania per Rosario Fiorillo; Manfredo Fiormonti per Domenico Giampà; Aldo Ferraro e Giovanna Aprile per Vincenzo Giampà; Antonio Porcelli e Salvatore Sorbilli per Nazzareno Mantella;Francesco Stilo e Sergio Rotundo per Salvatore Mantella; Sergio Rotundo e Caterina Ferrari per Rosario Primo Mantino.                                Rispetto alla prima parte dell’inchiesta, escono di scena altri iniziali indagati. Non viene più contestato il tentato omicidio di Giuseppe Pugliese Carchedi che non ha retto ai successivi riscontri del Tribunale Riesame. Si va verso l’archiviazione, quindi, per le posizioni di: Michele Fiorillo, alias “Zarrillo”, 31 anni, di Piscopio; Nazzareno Felice, 57 anni, pure lui di Piscopio. Per quanto attiene invece all’omicidio di Mario Franzoni, si va verso l’archiviazione per i seguenti originari indagati: Paolino Lo Bianco, 54 anni, esponente apicale dell’omonimo clan di Vibo Valentia ed Enzo Barba, 66 anni, detto “Il Musichiere”, al vertice dell’omonima “famiglia” di Vibo Valentia da sempre alleata ai Lo Bianco; Giuseppe Raffaele Barba (cl. ’68) di Vibo Valentia, alias “Pino Presa”; Domenico Chirico (cl. ’82) di Lamezia Terme, attualmente detenuto per altro reato; Giuseppe Salvatore Galati (cl. ’64) di Piscopio; Gregorio Gasparro (cl. ’71) di San Gregorio d’Ippona; Pasquale Giampà (cl. ’64) di Lamezia Terme (collaboratore di giustizia). 

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