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La direzione regionale dell’istituto di previdenza chiarisce i contorni della vicenda che ha visto protagonista Peppino Macrì, 58enne di Dinami che si è visto cancellare l’assegno d’invalidità

Peppino con Nino Di Bella
Cronaca

La direzione regionale dell’Inps della Calabria, nella persona del direttore Diego De Felice, interviene in merito al caso di Giuseppe Macrì, il 58enne di Dinami che, dopo essersi sottoposto ad una visita per l’aggravamento della sua invalidità si è visto revocare la pensione. «In merito agli articoli pubblicati sui quotidiani locali e nazionali e ai servizi trasmessi da alcune emittenti televisive - scrive De Felice -, ed al fine di esercitare il diritto di replica, ritengo opportuno chiarire perché l’Inps, attraverso il servizio medico legale di Vibo Valentia ha emesso, in base alle norme previste, un verbale di non riconoscimento di invalidità al signor Giuseppe Macrì. Si rappresenta che il riconoscimento dell’invalidità del soggetto interessato si basa sia dall'esame clinico diretto, eseguito dalla Commissione medica, e sia dall’analisi della documentazione medico/specialista allegata alla domanda. Nel caso in specie, il signor Macrì, riconosciuto invalido civile con percentuale del 75 per cento nel 2012, nel 2015 ripresenta la domanda alla Commissione Asp di Vibo Valentia, che lo sottopone a visita e lo riconosce non invalido». Quindi, lo stesso Macrì: «avverso il mancato riconoscimento, presenta ricorso e, a seguito di accertamento tecnico preventivo obbligatorio, viene nuovamente riconosciuto invalido al 75 per cento, con decorrenza aprile 2016. In data 12 giugno 2018 propone ulteriore domanda di aggravamento. Viene visitato in data 8 agosto 2018 presso il Centro medico legale della sede Inps di Vibo Valentia e non viene riconosciuto invalido civile. Tale giudizio scaturisce dalla mancanza di documentazione medica specialistica comprovante le infermità».

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