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Decisiva sentenza del Consiglio di Stato che pone una pietra miliare sull’annosa questione degli insegnanti di sostegno. Respinto il ricorso del Miur e la sua tesi sul titolo polivalente

Cronaca

Importante sentenza del Consiglio di Stato sul caso della minore affetta da cecità assoluta a cui la scuola (un istituto superiore di Vibo Valentia) ha assegnato un insegnante di sostegno priva di competenze specifiche sia nella conoscenza del codice Braille che in tiflotecnica e tiflodidattica. I giudici amministrativi di secondo grado hanno rigettato tutti i motivi di appello proposti dal Ministero dell’Istruzione avverso la sentenza del Tar di Catanzaro. Si stabilisce, quindi, che in linea di principio “il docente di sostegno deve possedere le conoscenze specifiche che consentano l’efficace ed ottimale espletamento della sua funzione, proprio con riferimento all’handicap di fronte al quale egli si trova ad operare. Dovendosi costantemente relazionare con l’alunno, risulta evidente – per il Consiglio di Stato - che lo stesso insegnante deve avere conoscenza dei mezzi espressivi di cui questi si serve a cagione della sua disabilità”. Quindi la tutela del soggetto disabile deve essere effettiva e la specializzazione dell’insegnante di sostegno concretamente parametrata alla tipologia ed alla consistenza dell’handicap. La sentenza assume un’importanza decisiva sulla materia perché pone una pietra miliare sull’annosa questione dell’insegnante di sostegno e sulle sue capacità e qualità. Respinge, dunque, la tesi del Ministero dell’Istruzione secondo la quale è impossibile reperire un insegnante specializzato in braille e gli insegnanti di sostegno possiedono il titolo “polivalente” , non esistendo per il Miur una disciplina regolatrice della figura dell’insegnante di sostegno in quanto non normativamente prevista una figura munita della specializzazione in braille. Il Consiglio di Stato ribadisce così di provvedere all’assegnazione di un insegnante di sostegno specializzato in lingua braille per la studentessa di Vibo Valentia, assistita dall'avvocato Giovanna Fronte.   LEGGI ANCHE: Alunna non vedente senza insegnante di Braille, parla il padre

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