Furto aggravato all’Enel, vibonese assolto in appello

In primo grado a Vibo era stato condannato senza sospensione della pena. I giudici accolgono la tesi della difesa

In primo grado a Vibo era stato condannato senza sospensione della pena. I giudici accolgono la tesi della difesa

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Assolto in Corte d’Appello a Catanzaro “perché il fatto non sussiste” Salvatore Pititto, 38 anni, di Favelloni di Cessaniti, accusato di furto aggravato di energia elettrica. In primo grado il Tribunale di Vibo Valentia il 23 settembre del 2014 l’aveva condannato a 6 mesi e 600 euro di multa. La pena non era stata sospesa dal giudice in quanto l’imputato ne aveva goduto due volte in passato. I fatti al centro delle contestazioni risalgono all’aprile del 2012 con l’accusa per Pititto di aver sottratto energia elettrica per 7.910 Kwh sottraendola all’Enel mediante un allaccio abusivo alla rete pubblica. La difesa – rappresentata dall’avvocato Demetrio Procopio – è però riuscita a dimostrare in appello che la sola presenza di due fili abusivi vicino al contatore non era idonea a fornire la prova del furto aggravato, considerato che al momento del sopralluogo dei tecnici dell’Enel il contatore funzionava regolarmente. La Corte d’Appello di Catanzaro, accogliendo le argomentazioni difensive, ha quindi assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.

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