Fondazione Cuore immacolato, giorni cruciali per le sorti dell’ente morale ispirato da Natuzza

Pochi passi avanti nell’ultima riunione della commissione paritetica tenutasi nelle scorse ore alla presenza del vescovo Renzo, intenzionato a chiudere la “partita” sullo statuto entro fine anno 

Pochi passi avanti nell’ultima riunione della commissione paritetica tenutasi nelle scorse ore alla presenza del vescovo Renzo, intenzionato a chiudere la “partita” sullo statuto entro fine anno 

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Sarà molto probabilmente il prossimo, l’incontro decisivo per dirimere l’annosa questione delle mancate riforme dello statuto della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, richieste ad oggi inutilmente dal vescovo Luigi Renzo. Nella riunione della commissione paritetica svoltasi nelle scorse ore, infatti, non sarebbe stato trovato nessun accordo definitivo tra le parti. Solo dei piccolissimi, “deludenti” passi in avanti, che tra l’altro sembrano cozzare con l’entusiasmo per l’ormai prossimo avvio del processo di beatificazione di Natuzza Evolo, annunciato settimane fa dal presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, e con la spasmodica attesa dei “veri” figli spirituali della mistica calabrese, i quali sempre in maggior numero chiedono unicamente che il messaggio di santità e d’indomita fede cristiana di “Mamma Natuzza” prevalga su tutto e non vada disperso, e che al più presto si giunga alla consacrazione della Grande chiesa costruita nella “Villa della Gioia”. All’incontro di ieri, oltre ai membri della commissione, composta per la diocesi dall’attuale direttore dell’Ufficio amministrativo don Antonio Russo, dal vicario episcopale monsignor Vincenzo Varone e dall’avvocato Manuela Di Sensi, e per quanto attiene alla Fondazione dal presidente Pasquale Anastasi, dal vicepresidente Vincenzo Trungadi e dall’avvocato Emilio Artiglieri, ha partecipato anche monsignor Renzo. Una presenza significativa, quest’ultima, indice del fatto che il presule miletese, ottenuto dalla Santa Sede il sì all’avvio del processo di beatificazione della mistica, forte dell’avallo del Vaticano intende chiudere in fretta anche la questione riforme dello statuto della Fondazione. I nodi al pettine sono sempre gli stessi, nello specifico riguardanti l’ampliamento del consiglio d’amministrazione ad undici membri e l’inserimento al suo interno di tre delegati della Curia, l’eliminazione del testamento spirituale della mistica, con l’aggiunta dell’inciso che lo spirito dell’ente morale è costituito dalla volontà da lei manifestata in tale documento, e la sottolineatura che la cura e la gestione della chiesa saranno di pertinenza della diocesi. Richieste vescovili che, nonostante l’indomito e certosino lavoro di conciliazione del presidente Anastasi, ancora oggi sembrano non far parte appieno dei desiderata dello “zoccolo duro” della Fondazione. La data di massima per lo svolgimento del prossimo incontro della commissione – ancora da confermare – è stata stabilita al 17 dicembre. La sensazione è che il tempo stia per scadere e che monsignor Renzo sia intenzionato a chiudere in ogni caso la partita entro fine anno. Il 15 dicembre, nel frattempo, l’assemblea dei soci sarà chiamata ad approvare il bilancio di previsione dell’ente. Si prospettano giorni cruciali per le sorti della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. La speranza è che chi di dovere decida finalmente di anteporre gli interessi del Cielo a quelli prettamente terreni. Per un fine più alto, così come del resto ha sempre fatto in vita la stessa umile donna calabrese, morta nel giorno di Ognissanti del 2009.   

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