Medici assenteisti a Serra San Bruno, l’inchiesta e la politica

Fra gli indagati, un attuale assessore comunale di Ricadi e gli ex assessori di Serra e San Calogero. Ecco chi sono e tutti gli incarichi ricoperti, mentre il dg dell'Asp di Vibo promette provvedimenti severi per tutti

Fra gli indagati, un attuale assessore comunale di Ricadi e gli ex assessori di Serra e San Calogero. Ecco chi sono e tutti gli incarichi ricoperti, mentre il dg dell'Asp di Vibo promette provvedimenti severi per tutti

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Tocca indirettamente anche la politica l’inchiesta della Procura di Vibo Valentia e dei carabinieri sull’assenteismo nel distretto sanitario di Serra San Bruno. Fra le persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari vi sono infatti indagati che con la politica hanno a che fare da tempo. C’è chi ha ricoperto incarichi di governo e chi tuttora li ricopre. Come Eleonora Pantano, medico, attuale assessore del Comune di Ricadi, eletta consigliere comunale con la lista “Ricadi Bene Comune” e nominata il 20 giugno 2016 dal sindaco Giulia Russo. Fra i più attivi assessori della giunta comunale, a lei sono state affidate dal primo cittadino le deleghe alle politiche sociali ed alla sanità.                                                                                                                     Ha ricoperto invece l’incarico di assessore comunale a Serra San Bruno (giunta Lo Iacono) Maria Abronzino, dirigente medico, che è fra l’altro la madre dell’attuale consigliere comunale di minoranza di Serra San Bruno, Alfredo Barilari, candidato a sindaco alle ultime amministrative del giugno 2016 con la lista “Liberamente” di cui è capogruppo in Consiglio comunale.  Il marito di Maria Abronzino è invece l’ex consigliere alla Provincia di Vibo, Raffaello Barillari, eletto nella Margherita. Maria Abronzino e Raffaello Barillari sono stati per anni fra i fedelissimi dell’ex presidente della Provincia Gaetano Ottavio Bruni. Sia Maria Abronzino che Raffaello Barilari figuravano fra i 13 nominativi in corsa per la nomina di direttore del Distretto sanitario unico di Vibo Valentia, scelta ricaduta nel novembre del 2017 su Vincenzo Damiani, medico 57enne di Serra San Bruno. Una nomina, quest’ultima, che è costata al direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia Angela Caligiuri l’avviso di conclusione indagini da parte della Procura con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio per aver provocato a Damiani un ingiusto vantaggio patrimoniale. Una nomina, quella di Damiani, bocciata anche dal giudice del Lavoro di Vibo che ha annullato la delibera di incarico. La stessa Angela Caligiuri, di recente nominata commissario dell’Asp di Vibo dal presidente della giunta regionale Mario Oliverio, che ora – a seguito dell’indagine scattata ieri contro gli assenteisti e “furbetti del cartellino”promette “massima severità sulla vicenda perché i regolamenti interni devono essere rispettati da tutti i dipendenti. Mi dispiace umanamente – ha affermato la Caligiuri – ma chi ha sbagliato pagherà perché bisogna dare conto all’opinione pubblica”.                                                     Fra gli indagati, infine, anche il medico oculista Gregorio Paglianiti ha ricoperto incarichi di primo piano in politica. L’ex presidente del Parco naturale regionale delle Serre (nominato nel 2006), è stato infatti esponente di rilievo dell’Udeur e da ultimo candidato alla presidenza della Bcc di San Calogero. Nel 2004 è stato candidato alla carica di consigliere provinciale di Vibo Valentia con la lista della Margherita in appoggio al presidente Gaetano Ottavio Bruni, mentre nell’aprile del 2000 è stato candidato alla carica di consigliere regionale con la lista Dini- Rinnovamento italiano ottenendo 1.246 voti. Alle politiche del 2006, invece, Gregorio Paglianiti era candidato alla Camera dei deputati nella lista Udeur Popolari con Mastella. E’ stato negli scorsi anni anche vicesindaco al Comune di San Calogero.                                                      Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive. Terminata tale fase, la Procura deciderà se inoltrare al gup richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. 

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