Carattere

Una folla commossa e composta ha preso parte ai funerali del “Cardidu”, falciato sabato sera da un’auto pirata poi individuata dai carabinieri. Don Di Carlo ha ricordato l’amico di un’intera comunità

Cronaca

Cordoglio e commozione sfociati nel pianto a dirotto finale per gran parte dei presenti ai funerali del compianto 67enne Rocco Grillo. Alla esequie dell’ex dipendente comunale, celebrate nel pomeriggio dal parroco don Domenico Dicarlo nella cattedrale di Mileto, hanno partecipato in centinaia. Familiari, amici, conoscenti e tanta gente comune che, con sentimento e sincero trasporto emotivo, hanno voluto tributare l’ultimo saluto a Rocco “Cardidu”, falciato giorni fa alle porte della cittadina normanna da un’auto che si è allontanata senza prestare soccorso ma che è stata poi individuata dai carabinieri della locale Stazione. “Rocco – ha affermato don Dicarlo nella sua omelia – era l’amico di tutti, sempre sorridente e pronto a lasciarsi andare a gesti di bontà. Innamorato dell’amore, ha cercato l’amore duraturo in tutti coloro che lo hanno incrociato nel corso del suo percorso terreno, interrotto bruscamente la tragica sera di sabato scorso. Oggi - ha aggiunto il sacerdote visibilmente commosso e prima di lasciarsi andare ad un pianto liberatorio - ti chiediamo perdono, amico caro. Ti chiediamo scusa perché non siamo riusciti ad aiutarti e, spesso, non ti abbiamo capito”. La bontà e la profonda fede cristiana di Rocco Grillo, al di fuori della retorica di rito, sono emerse anche nel corso della preghiera dei fedeli, quando un suo fraterno compagno d’infanzia ne ha ricordato la devozione per San Rocco e l’abitudine di far giornalmente visita alla grotta della Madonna di Lourdes situata su Corso Umberto I, nel momento in cui lo attraversava a piedi per fare ritorno a casa. “Cardidu”, del resto, così amavano affettuosamente chiamarlo gli amici in virtù della sua innata predisposizione per il canto, nella sua schietta semplicità è stato un grande di Mileto. Con lui se ne va un “pezzo” di storia cittadina, quella fatta dalla gente comune che non pretende niente e che, al contrario, inconsapevolmente dà tanto alla sua comunità. Il pianto, tuttavia, è divenuto l’elemento predominante quando al termine dei funerali la bara ha attraversato la porta principale della cattedrale. Ad accoglierla, sul sagrato della chiesa madre della diocesi, guarda caso una pioggia leggera, con l’applauso dei presenti e la sua voce originale in audio diffusione mentre alla fine degli anni sessanta intonava la canzone “Guarda” dei The Rogers, durante un concerto dell’indimenticata band locale “I Ciao 2001”. Poi, la mesta salita sul carro funebre, con destinazione finale il cimitero comunale e… il cielo pronto ad accoglierlo.          LEGGI ANCHE: Incidente mortale a Mileto: salgono a due gli indagati

 

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