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Sul web si moltiplicano i raggiri dove compaiono i “brand” della Costa degli dei. Il caso di un’utente frodata per una villetta da sogno a Capo Vaticano. Ecco come difendersi

Cronaca

La bella stagione si avvicina e da qualche tempo a questa parte sono sempre più diffuse le truffe online legate agli affitti estivi, anche per le località vibonesi, soprattutto le più rinomate come Tropea, Pizzo e Capo Vaticano, i cui nomi rappresentano quasi una garanzia per accalappiare gli utenti. Durante la programmazione delle ferie, infatti, capita di imbattersi sempre più spesso in annunci di case vacanze da sogno a prezzi stracciati. Partendo dall’assunto che nessuno regali niente e che comunque gli affari qualche volta possano capitare anche ai meno fortunati, è bene non dimenticare che il web, sebbene virtuale, rappresenti in tutto e per tutto la realtà che ci circonda: i truffatori non mancano, agiscono da ogni parte d'Italia, e giocano su un terreno che non lascia tracce e permette così di moltiplicare queste azioni criminose. Tra i vari casi, degno di attenzione è quello subito da una donna cosentina incappata in un annuncio che promuoveva una fantomatica villetta da sogno a Capo Vaticano, a prezzi molto vantaggiosi: «Ho trovato online l’annuncio molto allettante – ci spiega Antonietta Cozza - e ho prenotato per una settimana versando anche un acconto di 100 euro. Prima di versare la cifra su un conto con un iban ben preciso, però, ho contattato telefonicamente l’inserzionista, il quale è stato molto gentile e ha risposto a tutte le mie richieste. Tre giorni prima di partire però mi è arrivato un sms dell’uomo che mi invitata a non partire perché non avrei trovato nulla di quanto prospettato e, anzi, mi invitava a fare più attenzione nella prenotazione». Antonietta ci ride su e fornisce anche un particolare curioso: «Lo posso definire “ladro gentiluomo” per il comportamento tenuto - giustificato, a suo dire, da una condizione economica precaria – e anche perché mi disse che mi avrebbe restituito i 100 euro, cosa, naturalmente, mai avvenuta». Il raggiro quindi si consuma, con tanto di conseguente denuncia, ma del truffatore si perde ogni traccia: «L’utenza è risultata disattivata e l’iban irrintracciabile. E nella mia stessa situazione si sono trovate molte altre persone». Non solo i soldi spillati, quindi, ma anche l’amarezza di non poter pianificare altre vacanze ed essere quindi costretti a restare a casa. Un fattore su cui spesso fanno leva i truffatori, inoltre, è la richiesta di piccole cifre per scoraggiare eventuali denunce ed evitare indagini della polizia postale. Anche per questi motivi bisogna usare particolari accorgimenti, come ci spiega Gianni Imparato, presidente della sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia, il quale punta l’attenzione sull’autorevolezza della “fonte”: «Bisogna rivolgersi a organizzazioni grosse, conosciute, a portali internazionali, oppure al semplice passaparola, ai feedback, che online si trovano facilmente. Altro male per il cliente – specifica Imparato - non è solo non trovare l’immobile prenotato, ma trovarlo in condizioni totalmente discordanti dall’annuncio o privo di ogni professionalità, dovuto soprattutto alla convinzione che basti mettere un letto e quattro sedie per offrire ospitalità». Visti i pericoli che si possono correre, è bene quindi seguire particolari accorgimenti, come per esempio usare piattaforme conosciute; diffidare di offerte particolarmente vantaggiose; evitare l’invio di denaro in anticipo su carte prepagate; usare metodi di pagamento tracciabili come per esempio paypal; usare i motori di ricerca come Google per localizzare l’immobile o rintracciare l’inserzionista, a cui vanno sempre richiesti tutti i dati personali, se possibile con foto di un documento.

Lacnews24.it
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