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L’Aterp e il Comune hanno preso un abbaglio. L’abitazione mostrata al 50enne di origini marocchine era stata riscattata già 23 anni fa e posta in vendita

Cronaca

Tra il Comune e l’Aterp, qualcuno ha fatto un pasticcio… La casa popolare promessa a Salah Moudik, a sua moglie e ai suoi cinque figli - primi in graduatoria per un alloggio popolare che pare a Vibo non si trovi - è, legittimamente, di un’altra famiglia, che - pensate un po’ - l’ha riscattata esattamente 23 anni fa. Enzo Bonaventura ci mostra le carte. Lui è uno dei quattro eredi e nella casa al primo piano di via Carlo Parisi,  c’è nato. Sono trascorsi diversi anni dalla morte dei suoi genitori, era tanto che non rimetteva piede nell’appartamento… Enzo ci fa vedere la casa che era stata mostrata a Moudik da un dipendente comunale. E’ dispiaciuto per tutta la vicenda, ma quella è casa sua e non più dell’Aterp. «Mi è venuto un colpo quando ho visto la foto della mia casa nel servizio trasmesso su LaC…». Sembra chiaro che qualcuno in questa vicenda ha preso un abbaglio. Dal canto suo il commissario straordinario delle Aterp calabresi Ambrogio Mascherpa manifesta con una nota stampa il suo impegno affinché Moudik e la sua famiglia possano quanto prima avere la casa che loro spetta. Il caso mette in forte imbarazzo anche il Comune di Vibo che avvia una prima ricognizione sulle occupazioni abusive degli immobili di proprietà pubblica. In attesa che gli enti diano risposte, si fanno avanti le persone di buon cuore. Come don Giuseppe Larosa, che ci scrive via social e si mostra disponibile a mettere a disposizione di Moudik la sua casa canonica di Mesiano.

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