‘Ndrangheta: “Black money”, chieste 11 condanne in appello

Requisitoria del pm nel processo contro il clan Mancuso celebrato in primo grado dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia

Requisitoria del pm nel processo contro il clan Mancuso celebrato in primo grado dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia

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Requisitoria del pm Annamaria Frustaci dinanzi alla Corte d’Appello per il processo “Black money” contro il clan Mancuso. Queste le richieste di condanna in riforma della sentenza di primo grado: Giovanni Mancuso, 29 anni (in primo grado 9 anni); Agostino Papaianni di Coccorino, 23 anni e 8 mesi (in primo grado 7 anni e 8 mesi di reclusione); Antonio Mancuso (cl. 1938), 25 anni (5 anni in primo grado); Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, 18 anni (assolto in primo grado); Giuseppe Mancuso, 21 anni e 6 mesi di reclusione (1 anno e 6 mesi in primo grado); Leonardo Cuppari di Ricadi, 21 anni (5 anni in primo grado); Antonino Castagna di Ionadi, imprenditore, 16 anni (assolto in primo grado). Conferma della sentenza di primo grado la richiesta, invece, per le posizioni non appellate dalla Procura ma solamente dai difensori, vale a dire quelle di: Gaetano Muscia di Tropea, 7 anni di reclusione per usura ed estorsione; Damian Fialek, residente a Sant’Angelo di Drapia, 3 anni per usura ed estorsione; Antonio Velardo, immobiliarista napoletano, 4 anni per reati finanziari; Antonio Prestia, imprenditore di San Calogero, 5 anni e sei mesi; Nicola Angelo Castagna, prescrizione dopo esclusione delle aggravanti delle modalità mafiose. 

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Nel collegio difensivo degli imputati sono impegnati gli avvocati: Armando Veneto, Giuseppe Di Renzo, Giovanni Vecchio, Domenico Chindamo, Francesco Gambardella, Patrizio Cuppari, Sergio Rotundo, Francesco Stilo, Aldo Labate, Nicola Cantafora, Francesco Sabatino, Michelangelo Miceli, Salvatore Staiano, Leopoldo Marchese, Antonio Porcelli, Gianfranco Giunta, Francesco Calabrese. Per le parti civili gli avvocati: Giovanna Fronte, Claudia Conidi, Giuseppe Lavigna, Domenico Talotta. Il processo si sta svolgendo dinanzi alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro. In primo grado, il Tribunale di Vibo Valentia, ha assolto gli imputati dal reato di associazione mafiosa rimarcando in sentenza la lacunosità delle indagini ed il “vuoto probatorio” sull’operatività del clan Mancuso.     LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: respinta la riunione dei processi Black money e Purgatorio

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