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Sarà necessario un nuovo processo di secondo grado per il commercialista e già primo cittadino di Vibo Valentia

Cronaca

Sarà necessario un nuovo processo di secondo grado per la bancarotta della società “Tesi” operante nel settore dell’informatica. Si tratta di un’inchiesta e di un processo trasferito a Cosenza (dove si è celebrato il primo grado) per competenza territoriale e che costituisce un troncone della più vasta e nota indagine denominata “Why Not” avviata dall’allora pm della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris. La Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d’Appello di Catanzaro nove condanne e fra questa anche quella a 2 anni e 4 mesi decisa dai giudici di secondo grado nei confronti di Michele Montagnese, 69 anni, commercialista, di Vibo Valentia. Insieme a lui, annullamento con rinvio per: Filomeno Pometti, 82 anni, di Corigliano Calabro; Michelangelo Spataro, 59 anni, assessore comunale di Cosenza; Francesco Capocasale, 62 anni, di Dipignano; Gianluca Bilotta, 49 anni, di Mendicino; Luigi Vacca, 83 anni, di San Basile, anche loro condannati in appello a 2 anni e 4 mesi. Annullamento con rinvio pure per le posizioni di: Luciano Vigna, ex vicesindaco di Cosenza e già commissario della federazione di Cosenza di Alleanza Nazionale; Antonio Gargano, di Amalfi, già presidente di  Fincalabra Garanzie; Antonio Viapiana, tutti condannati in appello a 2 anni e 2 mesi. 

La società Tesi,  operante nel settore dell’informatica ed in rapporti con Fincalabra, la finanziaria della Regione Calabria, secondo l’accusa avrebbe registrato significative perdite economiche a partire dal 2001 e nel 2002 si sarebbe registrato un forte declino dell’azienda. Gli organi societari non avrebbero impedito il declino della Tesi, nonostante la funzione di controllo sulle attività della società. Funzione di controllo che, secondo la Procura, non sarebbe stata esercitata con la dovuta accortezza portando la società Tesi, dichiarata fallita il 14 giugno 2007, alla bancarotta. I fatti oggetto delle contestazioni giudiziarie sarebbero avvenuti tra il 2002 e il 2006. Gli amministratori e i sindaci della società Tesi, in pratica, sono accusati di aver provocato delle passività per poco meno di cinque milioni di euro attraverso l’effettuazione di operazioni ritenute dall’accusa illecite. Michele Montagnese (in foto) dal luglio 1989 al marzo 1990 è stato sindaco di Vibo Valentia con la Democrazia Cristiana. Prima, e successivamente, è stato più volte consigliere comunale di Vibo Valentia con lo stesso partito. E’ stato presidente dell’ex Usl di Vibo, ricoprendo incarichi direttivi anche nel Consorzio Industriale di Vibo e nella Camera di Commercio vibonese (presidente dei revisori dei conti dell’ente camerale). Nelle politiche del 2006 è stato candidato al Senato della Repubblica con la lista di Forza Italia, ma non è stato eletto. Presidente del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo, da ultimo nei suoi confronti la Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisto del palazzo dell’Aterp di Vibo. All’epoca (agosto 2013 – febbraio 2015) Michele Montagnese era fra i componenti del collegio dei revisori dei conti dell’Aterp.

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