martedì,Settembre 28 2021

Voragine, si indaga sugli scarichi abusivi per disastro ambientale

È questa l’ipotesi di reato sulla quale si concentra la Procura di Vibo in relazione al crollo del 15 gennaio. Dieci giorni fa il sopralluogo dei Vigili del fuoco sulla fogna a cielo aperto a ridosso del comando della Polizia municipale.

Voragine, si indaga sugli scarichi abusivi per disastro ambientale

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, ha aperto un’indagine per accertare le cause del cedimento di terreno che il 15 gennaio scorso si è verificato in via Carlo Parisi a Vibo, nel cortile di un stabile nel quale si è aperta una profonda voragine in corrispondenza con un antico canale di scolo che attraversa la città dalla parte altra verso valle.

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Le verifiche. Su quella vicenda, che nell’immediato causò l’evacuazione del palazzo e la chiusura delle vicine strade, sono in corso approfonditi accertamenti condotti dalla Protezione civile regionale che, anche con l’ausilio del Gruppo alpino e speleologico di Cosenza ha avviato, ieri, un’operazione di verifica e sondaggio di tutti i canali della città per scandagliare eventuali criticità simili a quelle di via Parisi.

L’anticipazione. Tuttavia, l’operazione potrebbe servire anche a portare alla luce eventuali interventi «scriteriati» che potrebbero aver concorso all’episodio del cedimento. Lo stesso numero uno della Prociv Carlo Tansi ha in diverse occasioni ventilato la possibilità di un riscontro di responsabilità penali dichiarando, tra l’altro, al vibonese.it: «mi auguro che si faccia piena luce accertando eventuali responsabilità» perché «il problema vero è che in questi cunicoli vengono convogliate sia le acque bianche che gli scarichi fognari. E proprio nella voragine di via Parisi si nota uno di questi tubi convogliato sulla volta del canale».

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La fogna a cielo aperto. Circa 10 giorni fa, poi, una squadra dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo, su disposizione della Procura, ha portato a termine un sopralluogo (documentato dalle allegate immagini de ilvibonese.it sulle quali era poi stato richiesto il massimo riserbo), scoprendo una fogna a cielo aperto a ridosso del parcheggio delle ex Ferrovie calabro-lucane, in località Madonnella, e dunque a due passi dal Comando della Polizia municipale.

L’ipotesi di reato. Si tratta, in pratica, dello sbocco dello stesso canale crollato in via Carlo Parisi dove, dunque, si riverserebbero acque “nere” non convogliate nella rete fognaria. Al vaglio della Procura vi è di conseguenza il potenziale concorso di questo fattore nel crollo con un’ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti, che dai primi risconti effettuati configura il disastro ambientale, punibile con una pena che va dai 5 a 15 anni di reclusione.

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