‘Ndrangheta: ingiusta detenzione, indennizzo per Giuseppe Raguseo

Il genero del boss Cosmo Michele Mancuso, coinvolto nell’operazione “Black money”, è stato condannato in primo grado ma poi assolto in appello

Il genero del boss Cosmo Michele Mancuso, coinvolto nell’operazione “Black money”, è stato condannato in primo grado ma poi assolto in appello

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Arrestato, condannato in primo grado, assolto in appello e decisione dei giudici di secondo grado non appellata dalla Dda di Catanzaro in Cassazione. La Corte d’Appello ha così accolto la richiesta per il riconoscimento dell’ingiusta detenzione nei confronti di Giuseppe Raguseo, 41 anni, di Rosarno, genero del boss di Limbadi Cosmo Michele Mancuso. Giuseppe Raguseo al termine del processo di primo grado celebrato con rito abbreviato – nato dall’operazione antimafia denominata “Black money” – era stato condannato a 5 anni e 6 mesi per associazione mafiosa (clan Mancuso) ed estorsione. In appello è stato però assolto e l’assoluzione è divenuta definitiva poiché non impugnata in Cassazione dall’accusa. La decisione della Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Gabriella Reillo, giudice relatore Francesca Garofalo) è stata presa in accoglimento di un’istanza dell’avvocato Guido Contestabile, coadiuvato dall’avvocato Pietro Antonio Corsaro, e dall’avvocato Francesco Gambardella. Consistente la cifra – 330mila euro – riconosciuta a Giuseppe Raguseo, con un indennizzo a carico del Ministero dell’Economia e delle Finanza che corrisponde a tre anni e due mesi di ingiusta detenzione. 

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