Narcotraffico: operazione “Giardini segreti”, rito abbreviato per 11 imputati

Altri quattro sono stati rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Vibo. L’inchiesta della polizia e della Dda di Catanzaro è nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore Emanuele Mancuso

Altri quattro sono stati rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Vibo. L’inchiesta della polizia e della Dda di Catanzaro è nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore Emanuele Mancuso

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Rinvio a giudizio per quattro imputati dell’operazione antimafia denominata “Giardini segreti” contro il narcotraffico nata anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Emanuele Mancuso. Con rito ordinario dinanzi al Tribunale di Vibo saranno processati: Clemente Selvaggio, 24 anni, di Vibo Valentia; Antonio Barbano, 55 anni, di Genova; Fulvio Esposito, 52 anni, di Genova; Silvio Biasol, 80 anni, di Trieste. Inizio del processo fissato per il 30 settembre. Chiedono, invece, ed ottengono l’ammissione al rito abbreviato (che comporta in caso di condanna uno sconto di pena pari ad un terzo), i seguenti imputati: Emanuele Mancuso, 31 anni, di Nicotera; Giuseppe Navarra, 28 anni di Rombiolo; Giuseppe Franzè, 32 anni, di Stefanaconi; Giovanni Battaglia, 33 anni, di Nicotera; Cesare Costa, 38 anni, di Nicotera; Francesco Costa, 35 anni, di Nicotera; Giuseppe Olivieri, 37 anni, di Nicotera; Giuseppe De Certo, 26 anni, di Nicotera; Francesco Olivieri, 33 anni, di Nicotera; Valentin Cirpian Stratulat, 21 anni, residente a Nicotera; Pantaleone Perfidio, 32 anni, di Nicotera. Il processo dinanzi al gup distrettuale è stato fissato per l’8 ottobre prossimo. Pm Annamaria Frustaci.

A capo del gruppo, Emanuele Mancuso, con un ruolo di spicco nell’associazione a delinquere finalizzata al traffico di marijuana ed alla sua produzione, anche Giuseppe De Certo. Fra i principali acquirenti di marijuana, a sua volta da piazzare fuori dalla provincia di Vibo, gli inquirenti ritengono di aver individuato Giuseppe Franzè. Francesco Olivieri, detto “Cicko” (autore della sparatoria di maggio costata due morti a Nicotera e tre feriti a Limbadi) avrebbe quindi individuato nell’estate del 2015 il terreno su cui avviare la piantagione, realizzando l’impianto di irrigazione e curato le operazioni di coltivazione della marijuana. Per altra coltivazione individuata nell’agosto del 2015 in una casa popolare abbandonata – di fronte l’abitazione della nonna di Emanuele Mancuso – in via Foschea a Nicotera rispondono invece Emanuele Mancuso, Francesco Olivieri, Giuseppe Navarra e Giuseppe Franzè che avrebbe poi acquistato lo stupefacente per piazzarlo. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Francesco Capria, Francesco Sabatino, Antonia Nicolini (per Emanuele Mancuso), Giancarlo Pittelli, Vincenzo Galeota, Daniela Garisto, Giuseppe Renda, Francesco Schimio, Stefano Sambugaro.

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