Fermato con una pistola in un villaggio di Briatico, assolto

Il difensore ha fatto emergere che l’imputato riteneva che il porto dell’arma in una struttura privata non costituisse reato

Il difensore ha fatto emergere che l’imputato riteneva che il porto dell’arma in una struttura privata non costituisse reato

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Il Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Anna Moricca, ha assolto Antonio Mazza di Cessaniti dal reato di porto illegale in luogo pubblico di armi e munizioni. Il fatto risale al giugno del 2014, allorquando l’allora 75enne che prestava attività lavorativa in un noto villaggio di Briatico, veniva trovato dai carabinieri mentre girovagava all’interno della struttura turistica con una pistola calibro 9×21 completa di caricatore e munizioni. Da qui la denuncia di porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco e relativo munizionamento, per il quale è prevista una pena fino a sei anni di reclusione.

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All’esito dell’istruttoria dibattimentale il pm chiedeva la pena di un anno e sei mesi di reclusione. L’avvocato Giuseppe Bagnato difensore dell’imputato ha rappresentato le sue argomentazioni difensive sostenendo che anche se il reato si era oggettivamente strutturato, nel caso di specie doveva trovare applicazione l’esimente di cui all’art. 47 comma 3 codice penale, secondo cui “l’errore su una legge diversa da quella penale esclude la punibilità dell’agente”. Il difensore ha fatto emergere, infatti, che l’imputato riteneva, erroneamente, che il porto dell’arma non costituisse reato, posto che lo stesso pensava di trovarsi, al momento del controllo, non in un luogo pubblico, bensì all’interno di una proprietà privata. Il tutto a causa di un errore sulla legge extrapenale, in forza della quale il villaggio turistico ove l’arma era detenuta è considerato, invece, luogo aperto al pubblico perché frequentato dai turisti che fruiscono della relativa struttura. Il giudice, all’esito della camera di consiglio, condividendo le argomentazioni difensive, ha assolto l’imputato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.