Armi in casa a Nicotera, libero il cognato del boss Antonio Mancuso

Cessate le esigenze cautelari in attesa della definizione del processo che lo vede imputato insieme al fratello

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Revocato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Domenico Cicerone, 75 anni, di Nicotera, che torna così in totale libertà. Il Tribunale di Vibo Valentia ha infatti accolto un’istanza dell’avvocato Francesco Capria ed ha dichiarato cessate le esigenze cautelari. Domenico Cicerone, unitamente al fratello Giuseppe di 88 anni, aveva lasciato gli arresti domiciliari per l’obbligo di dimora il 22 settembre 2018 ed entrambi si trovano attualmente imputati dinanzi al Tribunale di Vibo per la detenzione illegale dentro casa di una pistola calibro 9 con il colpo in canna ed un caricatore con cinque proiettili, più 13 colpi di pistola, due coltelli a serramanico, un coltello artigianale con lama seghettata. La scoperta era avvenuta nel rione Borgo di Nicotera a seguito di un mirato servizio svolto dalle due Stazioni di Nicotera, sotto le direttive della Compagnia di Tropea. La prossima udienza è fissata per il 17 ottobre prossimo.

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Da ricordare, infine, che gli accertamenti sulla pistola hanno portato a muovere, in un separato procedimento che si sta svolgendo con rito abbreviato, la contestazione di tentato omicidio nei confronti di Giuseppe Cicerone, accusato di aver esploso un colpo di pistola ad altezza d’uomo contro un giovane. L’episodio risale al 17 agosto dello scorso anno, con Giuseppe Cicerone che, dopo aver urlato ed imprecato contro la vittima designata, ha esploso un colpo d’arma da fuoco calibro 9 Browning. I due fratelli sono cognati del boss della ‘ndrangheta Antonio Mancuso, di 81 anni, esponente di vertice dell’omonimo clan di Limbadi e Nicotera.   In foto: Giuseppe e Domenico Cicerone  

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