Rapina e lesioni a Vibo, una “parola di troppo” alla base dell’aggressione

Il sedicenne pestato e derubato del borsello non sarebbe stato inizialmente nel mirino dei tre fermati. Una lite di altro giovane con un rumeno alla base della notte da incubo vissuta in piazza Municipio

Il sedicenne pestato e derubato del borsello non sarebbe stato inizialmente nel mirino dei tre fermati. Una lite di altro giovane con un rumeno alla base della notte da incubo vissuta in piazza Municipio

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E’ prevista per la giornata odierna la convalida del fermo di indiziato di delitto vergato ieri dalla Procura di Vibo nei confronti di tre giovani vibonesi accusati di concorso in rapina e lesioni. Si tratta di: Luigi Federici, 21 anni; Giuseppe Suriano, 25 anni, e Domenico Camillò, 25 anni, tutti di Vibo Valentia. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, oltre che sui presupposti di convalida del fermo, sarà chiamato anche all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Per Luigi Federici, inoltre, anche l’accusa di detenzione illegale di una pistola calibro 7,65 rinvenuta dalla Squadra Mobile nella sua abitazione e nel corso di una perquisizione domiciliare.

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Dalle carte del fermo, intanto, si apprendono nuovi particolari sui fatti accaduti nella notte fra sabato e domenica, con il giovane sedicenne aggredito che non sarebbe stato in un primo momento il “bersaglio” dei tre giovani arrestati. Alla base dell’inqualificabile aggressione – sfociata poi anche nella rapina del borsello ai danni di un giovane minorenne – avvenuta fra piazza Municipio e l’American Bar (angolo via Dante Alighieri – via Popilia) vi sarebbe infatti una discussione avvenuta nella stessa serata fra un giovane rumeno, amico dei tre arrestati, ed un amico del sedicenne. Gli ultimi due, passando in un secondo momento ed in compagnia di altri due amici dinanzi all’American Bar, sarebbero stati avvicinati dai tre ragazzi poi arrestati (Federici, Suriano e Camillò) i quali si sarebbero alzati dalle sedie dell’American Bar invitando l’altro gruppo di ragazzi a lasciare in pace il loro amico rumeno. La discussione sarebbe quindi ben presto degenerata con Federici, Suriano e Camillò pronti ad alzarsi dalle sedie per aggredire il ragazzo che aveva avuto la discussione con il rumeno. A questo punto, però, una “parola di troppo” avrebbe scatenato la rabbia dei tre arrestati contro il sedicenne, pestato e ritrovatosi nella concitazione senza più gli occhiali da vista ed il borsello. Il sedicenne avrebbe chiamato così i genitori i quali – accorsi sul posto – si sarebbero avvicinati agli aggressori che nel frattempo si erano spostati in via Benedetto Croce, all’angolo di piazza Municipio. Nuova discussione, quindi, e brutale pestaggio anche nei confronti dei genitori del sedicenne che avevano chiesto la restituzione del borsello.   [Continua dopo la pubblicità]

Alla base della ricostruzione della Squadra Mobile, oltre alle immagini degli impianti di videosorveglianza, anche la testimonianza del giovane che poco prima aveva litigato con il rumeno, confermata da altri due ragazzi. A sfilare il borsello al sedicenne, secondo la polizia, sarebbe stato Giuseppe Suriano. Per il pm Luca Ciro Lotoro, a carico dei tre fermati sussistono i “gravi indizi di colpevolezza” e ci si trova dinanzi ad un doppio “dolo specifico”: la volontà degli indagati diretta a procurarsi l’ingiusto profitto con la sottrazione dei soldi dal borsello e l’uso della violenza e della minaccia al fine di assicurarsi il possesso dei soldi. Il tutto aggravato dall’essere stato compiuto in concorso fra tre persone, sussistendo inoltre il pericolo di reiterazione del reato, il concreto pericolo di fuga da parte dei tre fermati e il conseguente pericolo di inquinamento probatorio. 

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