martedì,Agosto 9 2022

Rinascita Scott, Francesco Stilo contro Salvatore Staiano: «Ho paura dopo il suo intervento»

L’imputato ha ricordato in aula quanto affermato da Staiano in una precedente udienza quando ha indicato Stilo come un collaboratore di giustizia «ritenuto inattendibile dal colonnello Migliavacca». Ma il comandante del Ros non si è mai espresso in tali termini. Ecco tutti i particolari della vicenda

Rinascita Scott, Francesco Stilo contro Salvatore Staiano: «Ho paura dopo il suo intervento»
Francesco Stilo

“Scontro” fra l’avvocato Francesco Stilo, imputato nel maxiprocesso Rinascita Scott, e l’avvocato Salvatore Staiano, difensore di diversi imputati dello stesso processo, fra cui l’ex parlamentare di Forza Italia (ed avvocato) Giancarlo Pittelli. Nel corso dell’ultima udienza del maxiprocesso, dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Brigida Cavasino (a latere i giudici Claudia Caputo e Gilda Romano), è stato Francesco Stilo nel corso di dichiarazioni spontanee a sollevare non poche “questioni”. Tutto nasce dal controesame dell’avvocato Salvatore Staiano al tenente colonnello Giovanni Migliavacca – alla guida dei carabinieri del Ros di Catanzaro – nel corso dell’udienza del 28 febbraio scorso ed in particolare di alcuni passaggi poi riportati nel verbale della trascrizione di udienza a pag. 36. «Allora la domanda che io pongo a lei – chiede l’avvocato Staiano al comandante Migliavacca – ,se lo sa, e non insorga la dottoressa Frustaci perché è fondamentale in questa vicenda processuale».

Quindi di rimando il pm Annamaria Frustaci: «Dipende dalla domanda, ovviamente». E Staiano: «E le chiedo perdono, siccome qua andiamo a caccia a volte in una maniera impropria dei difensori, mi sia consentito dirlo perché mi trovo depositata una dichiarazione di tale Stilo, che non so se è un imputato o se è un collaboratore di giustizia dove circa 16.000 avvocati siamo coinvolti con la dichiarazione di questo. Inappropriato il deposito perché non so a che cosa serviva evocare contenuti dichiarativi ritenuti dallo stesso – ne parlo senza mettere prefazioni perché è riconosciuto come un uomo leale, intelligente, come un vero carabiniere – ritenuto dallo stesso Migliavacca un soggetto assolutamente inattendibile».

A invitare a questo punto l’avvocato Staiano a formulare la domanda è stato lo stesso pm Annamaria Frustaci spiegando che «capirà bene il difensore, che Stilo è imputato di questo processo e noi non possiamo occultare le dichiarazioni di un imputato di questo processo. Prosegua con le domande, avvocato, per favore».
Quindi Staiano: «Va beh, va beh, va beh. Dottoressa Frustaci, va bene, va bene, lei lo sa che la stimo, però insomma non devo essere inutilmente provocato». [Continua in basso]

L’avvocato Salvatore Staiano in aula

Questo l’antefatto di quanto poi successo ieri in aula con le dichiarazioni spontanee dell’avvocato ed imputato Francesco Stilo che ha lamentato quanto espresso nel corso dell’udienza del 28 febbraio dall’avvocato Staiano. «Ho letto il verbale di udienza del 28 febbraio scorso e mi sento impaurito ed intimidito poiché non si difende la mia persona adeguatamente, se non dalla Dda di Catanzaro. Il Tribunale non coglie il senso di paura che io ho», ha lamentato l’avvocato Stilo sottolineando poi che è stato consentito all’avvocato Staiano di definirlo «con formula dubitativa» un collaboratore di giustizia. «Se fossi stato un collaboratore di giustizia – ha affermato Stilo – non sarei di certo potuto venire in udienza libero e senza scorta. Venire in udienza in un processo di criminalità organizzata e dire che io potrei essere un collaboratore di giustizia mi espone ad un vero e proprio pericolo di vita. Ove avessi deciso di collaborare con la giustizia, o l’avessi già fatto, questa circostanza disvelata in questo modo in un’udienza dove non si stava discutendo della mia qualità di imputato, lo ritengo un fatto grave». L’avvocato Stilo ha ricordato quindi che sulla base delle dichiarazioni dallo stesso rese alla Dda di Catanzaro non vi sono atti dai quali «il colonnello Migliavacca» l’abbia ritenuto «inattendibile».

«Se l’avvocato Staiano – ha affermato Stilo in aula durante le dichiarazioni spontanee – è a conoscenza che Migliavacca ha reso o disvelato che le mie dichiarazioni sono inattendibili, deve spiegare, e qualcuno mi deve spiegare, come fa il colonnello Migliavacca a rivelare ciò a Staiano. Mi inizio a preoccupare se devo pensare – ha aggiunto Stilo – che un maggiore dei Ros vada dall’avvocato Staiano a confidargli che io sono inattendibile, perché questo dice testualmente l’avvocato Staiano. Questa circostanza, e cioè che io sarei inattendibile, l’avvocato Staiano da chi l’ha appresa? Io intanto ho paura perché se Migliavacca ha rivelato a Staiano che io sono inattendibile, mi deve dire come e quando e da quale verbale Staiano lo desume, perché non mi risulta che il colonnello si sia mai espresso sulla mia attendibilità. Io inizio ad avere paura per le dichiarazioni che ho reso». L’avvocato ed imputato Francesco Stilo ha quindi chiesto la trasmissione degli atti alla Procura di Salerno ed al Csm per le valutazioni di competenza ed anche alla Procura di Catanzaro, lamentando che non si tratta della prima volta che accadono cose del genere ai suoi danni. «Quando si dice che io ho accusato sedicimila avvocati – ha continuato Stilo – vi è da dire una cosa: io gli avvocati, per problemi legati a presunti fatti illeciti che poi verranno chiariti, e sono disponibile a farlo anche stamattina con prove e registrazioni, io le denunce agli avvocati sono stato costretto a farle anche per scelte non mie ma condizionate da altri, tanto che prendevo atto, quando ero detenuto, di scelte e rinunce al mandato difensivo per motivi gravissimi. Ho paura, quindi, a venire al processo, paura sia fisica che mentale».

«Gratteri ha fatto bene ad arrestarmi»

Il pm Antonio De Bernardo

Stilo ha poi ammesso che la Dda di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, ha fatto bene ad arrestarlo sulla scorta degli elementi forniti loro dai carabinieri del Ros «alla luce della miriade di dati e confusione che spero di chiarire una volta per tutte con questo processo con rito ordinario perché non ho fatto niente e la verità sta emergendo».

E’ toccato quindi al pm della Dda, Antonio De Bernardo, nel corso del suo intervento chiarire che l’imputato ed avvocato Francesco Stilo ha reso delle dichiarazioni alla Dda di Catanzaro ma non ha mai assunto la veste di collaboratore di giustizia, mentre la presidente del Tribunale, Brigida Cavasino, ha ricordato che mai il comandante Giovanni Migliavacca ha affermato in aula che Stilo è inattendibile, così come invece dichiarato dall’avvocato Staiano nel corso dell’udienza del 28 febbraio scorso. Il Tribunale ha altresì deciso di non trasmettere gli atti sulla vicenda alla Procura di Salerno ed al Csm.
Ad opporsi alla trasmissione – anche al Consiglio dell’Ordine degli avvocati per Staiano, così come richiesto da Francesco Stilo – è stato l’avvocato Paride Scinica (l’avvocato Staiano era assente) che nel maxiprocesso assiste l’imputato Luigi Mancuso.

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